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today16 Dicembre, 2025
Mentre a Berlino proseguono i tentativi diplomatici per ridurre le tensioni, nel Mar Nero la guerra tra Ucraina e Russia registra una nuova e significativa escalation. Un drone sottomarino ucraino ha colpito un grande sommergibile russo ormeggiato nel porto di Novorossiysk, in un’operazione senza precedenti per modalità e impatto strategico. Le immagini diffuse da Kiev mostrano l’esplosione del mezzo subacqueo senza pilota all’interno di una rada densamente sorvegliata, evidenziando una vulnerabilità inattesa delle difese russe. Il Cremlino ha ufficialmente negato danni gravi, ma l’attacco riapre interrogativi sulla sicurezza della flotta del Mar Nero.
Secondo le informazioni diffuse dall’Ucraina, il drone sottomarino ucraino ha colpito un sommergibile russo classe Kilo, lungo oltre settanta metri e dotato di lanciatori per missili Kalibr, spesso utilizzati nei bombardamenti contro le città ucraine. L’azione sarebbe stata pianificata dal servizio di sicurezza interno Sbu in coordinamento con la Marina, sfruttando un mezzo d’appoggio per avvicinare il drone alle coste russe senza essere individuato.
L’attacco assume un valore simbolico e operativo rilevante. Dopo i raid condotti negli anni scorsi con barchini-bomba telecomandati, Mosca aveva trasferito gran parte della flotta del Mar Nero dalla base di Sebastopoli a quella di Novorossiysk, ritenuta più protetta e distante dal raggio d’azione ucraino. Il successo del drone sottomarino ucraino dimostra che questo spostamento ha soltanto ritardato l’esposizione delle unità navali russe, senza eliminarne la vulnerabilità.
Le autorità ucraine hanno identificato il mezzo impiegato come un “Sub Sea Baby”, una variante subacquea dei droni marittimi già utilizzati contro navi militari e petroliere. È la prima volta che un drone sottomarino ucraino porta a termine con successo un’azione bellica contro un’unità subacquea, segnando un punto di svolta nella guerra navale contemporanea.
Il sommergibile colpito, secondo Kiev, avrebbe subito danni critici tali da renderlo fuori servizio. Se confermato, il colpo ridurrebbe ulteriormente la capacità russa di lanciare missili dal mare, una delle principali minacce per il territorio ucraino. Il dato più rilevante riguarda l’asimmetria dei costi: un sottomarino classe Kilo ha un valore stimato superiore ai 400 milioni di euro, mentre un drone sottomarino ucraino costerebbe meno di mezzo milione.
L’attacco conferma l’efficacia dei sistemi senza pilota sviluppati da Kiev, che stanno modificando le regole della guerra marittima. L’Ucraina, pur priva di una marina tradizionale, è riuscita a infliggere danni significativi a una delle flotte più potenti della regione. Il drone sottomarino ucraino diventa così il simbolo di una strategia basata su tecnologia, sorpresa e adattamento tattico.
Finora erano noti almeno due modelli di droni subacquei ucraini. Il “Toloka 1000”, lungo circa dodici metri, con un’autonomia dichiarata di duemila chilometri e una testata di diverse tonnellate di esplosivo, e il “Marichka”, più compatto, con un raggio d’azione di mille chilometri. Non è chiaro se uno di questi modelli sia stato impiegato nell’operazione di Novorossiysk o se il drone sottomarino ucraino utilizzato rappresenti una nuova evoluzione tecnologica.
L’attacco arriva in un momento delicato per la marina russa. Dopo la distruzione del sommergibile Rostov nel settembre 2023, colpito da missili Storm Shadow a Sebastopoli, alla Russia erano rimasti solo tre sottomarini classe Kilo operativi nel Mar Nero. Se il mezzo danneggiato a Novorossiysk fosse effettivamente fuori uso, la capacità russa di condurre attacchi missilistici subacquei sarebbe dimezzata.
Il drone sottomarino ucraino mette inoltre in discussione la sicurezza dei porti militari russi. L’idea che una rada interna, protetta da difese e controlli, possa essere penetrata da un mezzo subacqueo senza pilota costringe Mosca a rivedere le proprie misure di protezione. Ciò comporta costi aggiuntivi e un impiego maggiore di risorse per la difesa passiva.
L’operazione di Novorossiysk rappresenta un’ulteriore dimostrazione di come la guerra in Ucraina stia diventando un laboratorio per nuove forme di conflitto. Il drone sottomarino ucraino evidenzia la centralità delle tecnologie autonome e delle strategie asimmetriche, capaci di colpire obiettivi ad alto valore con investimenti relativamente contenuti.
Dal punto di vista strategico, l’attacco rafforza la posizione di Kiev nel Mar Nero, limitando la libertà di manovra russa e riducendo la pressione missilistica sulle città ucraine. Allo stesso tempo, segnala ai partner occidentali che l’Ucraina è in grado di sviluppare e impiegare soluzioni militari innovative, influenzando l’evoluzione della guerra ben oltre il fronte terrestre.
In un conflitto sempre più tecnologico, il drone sottomarino ucraino si afferma come uno degli strumenti più incisivi nel riequilibrio delle forze navali nel Mar Nero, aprendo una nuova fase del confronto tra Kiev e Mosca.
Scritto da: Matteo Respinti
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