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Nave italiana fermata in Francia: malware a bordo e sospetti di spionaggio

today17 Dicembre, 2025

Sfondo

Quella che per centinaia di passeggeri doveva essere una normale partenza dal porto di Sète, nel sud della Francia, si è trasformata in un caso di sicurezza internazionale. Una nave italiana fermata in Francia, il traghetto Fantastic della compagnia genovese GNV, è finita al centro di un’indagine per spionaggio dopo il ritrovamento a bordo di un dispositivo contenente un malware in grado di interferire con i sistemi di navigazione. L’episodio coinvolge le intelligence di più Paesi e si inserisce in un contesto sempre più teso, segnato dalla guerra ibrida in Europa.

La vicenda è emersa grazie a un’esclusiva del quotidiano francese Le Parisien, secondo cui agenti della DGSI, i servizi segreti interni francesi, sono saliti a bordo della nave venerdì 12 dicembre, conducendo perquisizioni nella massima discrezione. Il fermo dell’imbarcazione, che ha causato ore di ritardo, era legato a sospetti già segnalati dall’intelligence italiana.

L’intervento dei servizi segreti e il malware a bordo

La nave italiana fermata in Francia era stata oggetto di un’informativa urgente inviata da Roma a Parigi. Su iniziativa della stessa GNV, gli 007 italiani avevano segnalato due membri dell’equipaggio, un cittadino lettone di circa vent’anni assunto di recente e un marittimo bulgaro, sospettati di operare per conto di una potenza straniera non ufficialmente identificata.

Durante i controlli, gli agenti francesi hanno rinvenuto un dispositivo dotato di un malware di tipo RAT, acronimo di Remote Access Tool. Si tratta di un software capace di consentire l’accesso remoto a un sistema informatico, fino al potenziale controllo della navigazione della nave. Un elemento che ha fatto scattare immediatamente l’allarme, trasformando la nave italiana fermata in Francia in un caso di alto profilo per la sicurezza marittima europea.

Dopo le prime verifiche, il cittadino bulgaro è stato rilasciato, mentre il marinaio lettone è rimasto in stato di fermo ed è stato trasferito a Parigi per ulteriori accertamenti.

Le accuse e l’ombra della guerra ibrida

Dopo due giorni di fermo, la Procura francese ha formalizzato accuse pesanti nei confronti del marinaio lettone coinvolto nella vicenda della nave italiana fermata in Francia. I capi di imputazione comprendono associazione a delinquere per perseguire gli interessi di una potenza straniera, tentata intrusione nei sistemi informatici e detenzione ingiustificata di dispositivi progettati per interferire con sistemi automatici di navigazione.

Sebbene la DGSI non abbia indicato ufficialmente il Paese per conto del quale l’uomo avrebbe agito, secondo Le Parisien le indagini si orientano ancora una volta verso la Russia. Negli ultimi mesi, Parigi e altre capitali europee hanno denunciato un’intensificazione delle attività riconducibili a una strategia di guerra ibrida, che include cyberattacchi, operazioni di sabotaggio e azioni di intelligence in ambito civile e militare.

La nave italiana fermata in Francia si inserisce in una sequenza di episodi che hanno aumentato il livello di allerta delle autorità francesi, soprattutto nelle acque e nei cieli del Paese.

Precedenti e contesto di sicurezza in Francia

Il caso della nave italiana fermata in Francia non è isolato. All’inizio di dicembre, la marina francese aveva aperto il fuoco contro droni di origine sconosciuta individuati nei pressi della base di Île Longue, in Bretagna, uno dei pilastri della deterrenza nucleare francese. In ottobre, sempre in Bretagna, un sottomarino russo in avaria era stato individuato e successivamente scortato fuori dalle acque territoriali con il supporto della marina danese.

A settembre, inoltre, le forze speciali francesi erano intervenute a bordo di una petroliera della cosiddetta “flotta fantasma” russa, sospettata di essere coinvolta in operazioni di sorveglianza e in violazioni delle sanzioni. Episodi che rafforzano il quadro di una crescente pressione sulla sicurezza marittima europea.

In questo contesto, la nave italiana fermata in Francia assume un significato che va oltre il singolo episodio, diventando un tassello di una strategia più ampia.

La posizione di GNV e le implicazioni per il settore

GNV ha confermato l’accaduto con una nota ufficiale, precisando che la compagnia ha individuato e neutralizzato un tentativo di intrusione senza conseguenze sui sistemi aziendali, definiti “efficacemente protetti”. La società ha denunciato l’episodio alle autorità competenti e ha collaborato pienamente con le indagini, garantendo al contempo assistenza e aggiornamenti ai passeggeri durante le operazioni.

La vicenda della nave italiana fermata in Francia solleva interrogativi rilevanti sulla sicurezza informatica nel settore marittimo. L’ipotesi che un malware possa essere utilizzato per prendere il controllo di una nave civile apre scenari inquietanti, che richiedono un rafforzamento delle misure di cybersecurity e una cooperazione sempre più stretta tra compagnie, Stati e servizi di intelligence.

In un’Europa attraversata da tensioni geopolitiche crescenti, il caso della nave italiana fermata in Francia rappresenta un segnale chiaro: anche il traffico civile può diventare un obiettivo nella nuova dimensione della guerra ibrida.

Scritto da: Matteo Respinti

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