“In Italia abbiamo forze dell’ordine che fanno il loro dovere, ma una parte della magistratura che vanifica tutto, lasciando liberi soggetti violenti e pericolosi. È così che si arriva a tragedie come quella del capotreno ucciso a Bologna”. Lo ha detto il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi intervenendo oggi a Italia No Limits, programma condotto da Roberto Poletti su Giornale Radio, denunciando “un sistema giudiziario che interpreta le leggi in modo troppo permissivo, trasformando le vittime in cittadini indifesi”.
Rixi ha ricordato i risultati raggiunti sul fronte della sicurezza ferroviaria: “Solo in Emilia-Romagna, nel 2025, FS Security ha aumentato del 31% le attività di controllo, con oltre 20 mila verifiche e un +33% di viaggiatori controllati, arrivando a dicembre a controllare 1 milione e 250 mila persone. Sono state allontanate 43 mila persone, il 30% in più del 2024, e monitorato un quarto di treni in più. Eppure – ha sottolineato – anche quando si interviene, ci ritroviamo gli stessi soggetti pericolosi liberi dopo pochi giorni, esattamente dove erano prima”.
“Il dramma di Bologna – ha aggiunto Rixi – è la prova di un sistema che non funziona: una persona già nota, allontanata più volte dalle stazioni, che alla fine ha colpito un lavoratore che faceva solo il suo mestiere. Non è tollerabile. Ci vuole un cambio di impostazione culturale e giudiziaria: finché i giudici interpreteranno le leggi in modo permissivo, continueremo ad avere casi come questo”.
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