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A Firenze, nella mattina della domenica di Pasqua, il centro storico diventa il luogo di una celebrazione con lo “Scoppio del Carro” in Piazza del Duomo. Una manifestazione che si ripete ogni anno e che rappresenta uno dei momenti più riconoscibili del calendario cittadino. L’edizione del 5 aprile rientra in una continuità che attraversa secoli di storia e che coinvolge residenti e visitatori.
La cerimonia si inserisce nel contesto delle celebrazioni pasquali e si svolge davanti alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Il programma prevede una sequenza di eventi che iniziano nelle prime ore del mattino e culminano intorno alle undici, quando avviene l’accensione del carro.
Il protagonista della giornata è il cosiddetto “Brindellone”, un carro pirotecnico alto circa dieci metri. La struttura, realizzata in legno e metallo, viene allestita con dispositivi pirotecnici disposti su più livelli. Il carro parte da una zona della città e attraversa le strade del centro storico fino a raggiungere la piazza, trainato da buoi ornati secondo un uso consolidato.
Il percorso del carro non è un semplice trasferimento logistico ma una parte integrante della manifestazione. Durante il tragitto, il Brindellone è accompagnato dal corteo storico della Repubblica Fiorentina. I figuranti indossano abiti che richiamano il periodo medievale e rinascimentale, e la loro presenza richiama la memoria civica della città. Il corteo include anche gruppi musicali che eseguono brani con strumenti tradizionali, contribuendo a definire il carattere pubblico dell’evento.
La dimensione storica dello Scoppio del Carro è centrale per comprendere il significato della celebrazione. Le origini della tradizione risalgono al periodo della Prima Crociata. Secondo la narrazione tramandata, il cavaliere fiorentino Pazzino de’ Pazzi partecipò alla conquista di Gerusalemme nel 1099 e ricevette in dono tre schegge di pietra provenienti dal Santo Sepolcro.
Al suo ritorno a Firenze, le pietre vennero utilizzate per accendere un fuoco considerato simbolo della resurrezione. Questo fuoco veniva distribuito alla popolazione come segno di rinnovamento e continuità. Con il passare del tempo, la pratica si trasformò e venne associata a un sistema più complesso che includeva il trasporto del fuoco e l’utilizzo di un carro.
La cerimonia attuale conserva tracce di queste origini. Ancora oggi, le pietre sono custodite nella Chiesa dei Santi Apostoli, da cui prende avvio una parte del rito. Il legame tra il fuoco e la celebrazione pasquale rimane uno degli elementi fondamentali dell’evento.
Il momento più atteso si svolge durante la messa pasquale. All’interno della cattedrale, il celebrante accende la “Colombina”, un piccolo razzo a forma di colomba. Questo dispositivo è collegato al carro tramite un filo che attraversa la navata della chiesa e si estende fino alla piazza. Quando la Colombina viene attivata, percorre il tragitto fino a raggiungere il Brindellone.
L’arrivo della Colombina innesca la sequenza pirotecnica. Il carro si anima con una serie di effetti che si sviluppano in successione, coinvolgendo diversi elementi della struttura. Il sistema è progettato per funzionare in modo coordinato, e il corretto svolgimento della sequenza è considerato un segnale positivo secondo la tradizione.
Un aspetto rilevante della cerimonia riguarda infatti il significato attribuito al volo della Colombina. Se il percorso si completa con un movimento regolare di andata e ritorno, la tradizione interpreta l’evento come un presagio favorevole per l’anno in corso, in particolare per i raccolti e le attività agricole. Questa credenza riflette un legame tra il rito religioso e la vita economica della comunità.
Nel corso dei secoli, la manifestazione ha mantenuto una struttura riconoscibile pur adattandosi ai cambiamenti della città. Il Brindellone attuale risale al XVII secolo, ma la sua funzione è rimasta invariata. L’uso di fuochi d’artificio e dispositivi pirotecnici è stato aggiornato nel tempo, ma il principio del collegamento tra cattedrale e carro è rimasto costante.
La presenza del corteo storico sottolinea il rapporto tra la città contemporanea e la sua storia. I costumi e le figure rappresentate non sono semplici elementi decorativi, ma richiamano istituzioni e ruoli del passato, contribuendo a costruire una narrazione visiva della memoria cittadina.
Scritto da: Daniela Vindigni
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