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Biennale Venezia, ‘sulla partecipazione della Russia assoluto rispetto delle norme’

today26 Aprile, 2026

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In merito alla partecipazione della
Russia alla 61/a Esposizione d’Arte, la Biennale di Venezia
ribadisce in una nota “l’assoluto rispetto delle norme, avendo
agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e
internazionali vigenti e nei limiti delle proprie competenze e
responsabilità”.
“Nessun divieto delle sanzioni europee è stato ‘aggirato’,
come affermato da ricostruzioni giornalistiche. Le sanzioni sono
state rigorosamente applicate”, rivendica. “Siamo stupefatti
pertanto – si legge nella nota diffusa dall’ufficio stampa della
Biennale – che tali ricostruzioni falsate siano emerse dal
‘visionamento’ di documenti interni inviati all’Autorità di
Vigilanza della Biennale, contenenti oltretutto riferimenti a
terzi, evidentemente diffusi contro ogni deontologia, procedura
e rispetto delle norme della privacy”.

   
“Per quanto riguarda la partecipazione della Federazione
Russa, in ogni passo, in ogni momento nel corso della
preparazione della 61. Esposizione d’Arte 2026, la Biennale di
Venezia – si sottolinea ancora nella nota – si è
responsabilmente impegnata nell’osservanza e applicazione delle
sanzioni in essere e informando preventivamente le autorità
governative. Con la Federazione Russa si sono avute le
necessarie interlocuzioni, in primo luogo dal presidente, come
per ogni altro Paese, su tutte le procedure in essere, anche in
materia di visti, come avviene per le centinaia di partecipanti
provenienti da Paesi extra europei”.

   
“Come avviene per tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica
Italiana proprietari di un Padiglione ai Giardini, che
comunicano di partecipare alle Esposizioni d’Arte e di
Architettura, anche per la Federazione Russa – ribadisce la
Biennale – sono state valutate rigorosamente la fattibilità dei
progetti e la conformità alle norme vigenti. Una manina-manona,
e non un colombo viaggiatore, che consegna alla stampa sotto
banco i documenti riservati, non ci fa interrogare sul valore
delle cose scritte – tutte legittime – ma sul perché la
manina-manona ha ritenuto di doverle distribuire. Scavalcando i
confini della correttezza istituzionale e della decenza. E ne
siamo quindi stupefatti”, conclude la nota.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

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