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La povertà in Europa torna al centro dell’agenda politica dell’Unione Europea. La Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha presentato un nuovo pacchetto sociale che prevede almeno 100 miliardi di euro nel prossimo bilancio pluriennale 2028-2034 per politiche contro esclusione sociale, disagio abitativo e povertà infantile.
L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è ridurre drasticamente la povertà in Europa entro il 2030 e contribuire alla sua eliminazione entro il 2050. Il piano include nuove misure per l’accesso ai servizi essenziali, il sostegno al reddito, l’inclusione delle persone con disabilità e il rafforzamento della Garanzia europea per l’infanzia.
Secondo i dati della Commissione Europea, circa un europeo su cinque è oggi a rischio povertà o esclusione sociale, mentre la quota sale a un bambino su quattro nel caso dei minori. La crescita del costo della vita, la crisi abitativa e le difficoltà di accesso al lavoro rappresentano le principali emergenze sociali individuate da Bruxelles.
La nuova strategia sulla povertà in Europa stabilisce un percorso preciso: ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio povertà entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo, il piano si articola su tre direttrici principali.
La prima riguarda la creazione di posti di lavoro di qualità e più inclusivi. La seconda punta a garantire un accesso più efficace ai servizi fondamentali, come istruzione, sanità e sostegno economico. La terza prevede un coordinamento più forte tra Stati membri contro le diverse forme di esclusione sociale.
«La povertà e l’esclusione sono sfide che possiamo e dobbiamo superare», ha dichiarato von der Leyen presentando il pacchetto. «Dignità, opportunità e uguaglianza sono valori fondamentali nell’Europa che stiamo costruendo».
Nel nuovo quadro finanziario europeo, altri 50 miliardi provenienti dal Fondo Sociale Europeo saranno destinati a inclusione sociale e contrasto alla deprivazione materiale.
Uno dei capitoli più rilevanti della strategia sulla povertà in Europa riguarda i minori. Bruxelles considera infatti la povertà infantile una vera emergenza sociale, aggravata negli ultimi anni dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.
La Commissione ha deciso di rafforzare la Garanzia europea per l’infanzia, considerata il principale strumento comunitario per sostenere i bambini in condizioni di vulnerabilità economica.
L’obiettivo è ampliare l’accesso gratuito o agevolato a servizi essenziali come educazione prescolare, cure sanitarie, alimentazione scolastica e sostegno sociale. La revisione intermedia della politica di coesione europea ha già aumentato del 5,4% le risorse dedicate alla lotta contro la povertà infantile.
Secondo Bruxelles, investire sui minori è fondamentale per interrompere il ciclo intergenerazionale della povertà in Europa. Le istituzioni europee sottolineano inoltre che le difficoltà economiche familiari incidono sempre più sull’accesso all’istruzione, alla salute e alla stabilità abitativa.
Il piano prevede anche misure specifiche per le famiglie vulnerabili e per i minori che vivono in condizioni di esclusione sociale o abitativa.
La questione abitativa rappresenta uno dei pilastri della nuova strategia contro la povertà in Europa. Secondo i dati diffusi dalla Commissione, i prezzi delle abitazioni nell’UE sono aumentati di circa il 60% dal 2013.
Bruxelles definisce l’alloggio un diritto fondamentale e riconosce che milioni di europei stanno incontrando crescenti difficoltà nell’accesso a una casa adeguata.
La proposta di raccomandazione del Consiglio europeo sull’esclusione abitativa punta soprattutto sulla prevenzione e sulle soluzioni di lungo periodo. L’obiettivo è ridurre il numero di persone senza fissa dimora e contrastare la deprivazione abitativa.
Nel piano contro la povertà in Europa viene inoltre promosso il rafforzamento degli alloggi sociali a prezzi accessibili, insieme a un approccio più centrato sulle esigenze delle persone.
Negli ultimi anni il tema della casa è diventato centrale in molte grandi città europee, tra aumento degli affitti, scarsità di immobili disponibili e crescita del disagio sociale. Bruxelles riconosce che la crisi abitativa rappresenta oggi una delle principali cause di esclusione economica.
Un altro capitolo strategico della lotta alla povertà in Europa riguarda le persone con disabilità. Secondo la Commissione Europea, nell’Unione vivono circa 90 milioni di cittadini con disabilità, pari a oltre un europeo su cinque.
I dati mostrano ancora forti disuguaglianze. Solo il 55% delle persone con disabilità risulta occupato, contro il 77% delle persone senza disabilità. Inoltre, una persona disabile su tre è a rischio povertà o esclusione sociale.
Bruxelles sottolinea anche che circa 1,4 milioni di persone con disabilità vivono ancora in strutture istituzionali, segnale di una piena inclusione sociale ancora lontana.
Per affrontare questa situazione, il piano sulla povertà in Europa introduce diverse iniziative. Tra queste figurano la Carta europea della disabilità, il nuovo contrassegno europeo di parcheggio e il lancio di un’alleanza per la vita indipendente.
La Commissione Europea punta inoltre sul miglioramento dell’accessibilità dei trasporti e sugli investimenti nelle tecnologie assistive, compresi gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
L’obiettivo finale del pacchetto sociale europeo è costruire un sistema più inclusivo e ridurre progressivamente le disuguaglianze economiche e sociali all’interno dell’Unione.
Scritto da: Matteo Respinti
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