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Radio Italia Network
today31 Maggio, 2026

(di Claudia Fascia)
Orietta, buongiorno, disturbiamo? “Ma
no, sono appena stata ad Assisi per lo show di Carlo Conti su
Rai1, Con il Cuore, ora sono a Malta per un concerto, domani
torno e vorrei festeggiare il mio compleanno con la famiglia. E
poi sarò impegnata con i live in estate, ma devo anche pensare
al disco che uscirà a Natale per celebrare i 60 anni di carriera
che sembrano tantissimi ma sono volati. Li ho vissuti bene e
rifarei anche gli sbagli perché fanno parte del percorso. E poi
ho in programma un cofanetto per l’anno prossimo”. Orietta Berti
è inarrestabile, infaticabile, e piena di voglia di fare e di
cimentarsi con progetti e idee sempre nuove. E i compleanni sono
l’occasione per stare con i cari, non più un conto da tenere.
“Fermarmi? Per carità, io mi stanco di più se sono a casa, con i
fiori da innaffiare tutti i giorni, i gatti da curare. Finché
avrò voce ed energia andrò avanti. Per me il lavoro è vita.
Anzi, ogni tanto sono i miei collaboratori a mettere un freno a
tutte le idee che vorrei mettere in pratica”. A una cosa finora
ha detto no: “uno special tv su di me. Non mi va di fare una
cosa solo per ricantare le canzoni di una volta”. L’ultima
“impresa” con la quale si è cimentata è il singolo QCPF, con la
star di Twitch Il Rosso e Iaem, un’artista e realtà virtuale
generata interamente dall’intelligenza artificiale. Un brano che
strizza l’occhio all’estate e che la vede nuovamente
collaborare, dopo Fedez, Achille Lauro, Fabio Rovazzi, con un
artista della scena contemporanea. E anzi, mettendosi ancora
più in gioco, confrontandosi con l’IA, croce e delizia dei tempi
moderni. “Per noi artisti è diventato uno strumento fondamentale
– dice all’ANSA l’Orietta nazionale, che di certo non appartiene
alla ipertecnologica generazione Z -. Per me è utile quando devo
imparare un nuovo brano: la utilizzo nei provini con la mia
tonalità, invece che con quella degli autori uomini. Invece Iaem
è ineguagliabile, intonatissima. E con lei ho anche imparato a
respirare meglio. A chi dice che porta via il lavoro, rispondo
che non è vero: servono sempre tecnici per farla funzionare. Poi
è come il fuoco: può essere usata così, come un focalare
familiare, o per appiccare incendi devastanti se usata nelle
guerre”.
Il Rosso invece è in carne ed ossa e lo ha conosciuto tramite
Fabio Rovazzi. “Gli ho proposto tre brani e lui ha scelto
questo. Finirà nel disco di inediti che esce a dicembre per i 60
anni di carriera. Ci sto lavorando e sicuramente ci saranno
altri feat. Tanti giovani si propongono, vediamo. Le cose
cambiano velocemente nella discografia di oggi”, aggiunge
Orietta che è stata riscoperta anche dalle nuove generazioni.
Vera e propria icona pop. “Tutto è cambiato a Sanremo del 2021,
quando ho conosciuto Fedez e Achille Lauro e insieme poi abbiamo
fatto Mille. Fu travolgente: conta 300 milioni di
visualizzazioni. E in tanti sono andati a riscoprire cose che a
volte neanche io ricordo di aver fatto, come L’estate ripresa
nel film Il Maestro con Pierfrancesco Favino”. L’inizio dei
tormentoni estivi, vedi ad esempio alla voce Cabaret e La
Discoteca Italiana con Rovazzi, che le è valso anche il titolo
di regina dei tormentoni e svariati dischi d’oro e di platino
(“i cimeli? Sono tutti in mansarda”). “Ma io c’ero già abituata,
fin da quando ho iniziato. Basti pensare a Finché la barca va,
L’altalena o Tipitipì. La differenza tra ieri e oggi? Ora i
brani sono più distensivi, non puoi fare tonalità vertiginose
perché la gente deve cantare. Prima le canzoni dovevano mettere
in evidenza la vocalità del cantante. E poi oggi ce ne sono
tante, tantissime. Come tanti sono anche i canali di diffusione,
però siamo in troppi. Ogni settimana escono 70 canzoni nuove”.
Eppure lei è riuscita a mantenere il passo. “Bisogna adeguarsi,
far uscire un singolo ogni 3-4 mesi, scegliere i feat. Io poi mi
produco da sola da molto tempo e per certi versi è ancora più
difficile senza major alle spalle”.
Tornando a QCPF, scritta e prodotta da Danti, “è un brano che
parla d’amore. Sono i semi delle carte francesi a rappresentare
vari momenti: i quadri sono l’amore platonico, insicuro che non
si approccia, i cuori l’amore della passione, picche quello
travagliato che se ne va, i fiori quello romantico, tipico
dell’adolescenza e della tarda età: tenero dolce, molto
sensibile. Io? Mi sento decisamente fiori”. Ma l’Orietta che da
sei decadi sale sul palco riesce ancora ad emozionarsi? “Sì,
sempre. Ogni volta che vado a cantare in tv, che si accende
quella lucina e hai paura di stonare o di non ricordare il
testo. Ma il mio spazio preferito sono le piazze: lì mi
diverto”. Emozioni ma anche sogni: “Uno in particolare. Tornare
nell’albergo di ghiaccio in Lapponia, ma Osvaldo non mi vuole
accompagnare. Ho chiesto anche a Mara Maionchi, ma mi ha preso
per pazza. E poi anche in Malesia, dove sono stata recentemente
per una puntata di Money Road. Sono grata al mio lavoro perché
mi ha dato la possibilità di vedere tanto”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Scritto da: Redazione
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