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Radio Italia Network
today13 Giugno, 2026

Nell’ultimo anno il credito
destinato alle attività produttive in Italia sono aumentati,
registrando un incremento complessivo di 9,7 miliardi di euro,
un trend positivo che ormai dura dalla metà del 2025, ma ad
assorbire le nuove risorse sono state le aziende con più di 20
addetti, che, tra marzo 2025 e marzo 2026 hanno beneficiato di
maggiori finanziamenti per 14,5 miliardi. Al contrario, le
imprese di minori dimensioni hanno visto ridursi il credito
disponibile di 4,7 miliardi.
La denuncia è dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre
(Venezia) secondo cui “a essere escluse dal sostegno creditizio
sono proprio quelle realtà che rappresentano la spina dorsale
del sistema produttivo italiano: i lavoratori autonomi, gli
artigiani, i piccoli commercianti e le micro imprese
costituiscono il 98% delle aziende presenti nel Paese e, al
netto degli occupati nel pubblico impiego, danno lavoro a oltre
la metà degli italiani”.
A livello territoriale, 11 regioni su 20 hanno continuato a
subire una flessione nell’erogazione del credito alle imprese.
Le contrazioni più significative hanno interessato la Valle
d’Aosta -281,3 milioni (-15,2%), la Liguria con -678,4 milioni
(-5,7%) e la Sardegna, con -231,5 milioni (-2,9%). In termini
assoluti, la riduzione più marcata si è registrata in Veneto,
con circa -1,5 miliardi (-2,4%). Gli aumenti sono in Sicilia con
+578,9 milioni (+3,3%), Calabria con +264,2 milioni (+5%) e
Lazio con +7,3 miliardi di euro (+11,5%).
A livello provinciale 59 enti locali su 109 hanno subito una
riduzione degli impieghi vivi alle imprese: prima Aosta con una
flessione di 281,3 milioni (-15,2%), Lodi con -248,7 (-9,4%) e
Asti con -136,1 (-8,9%). Variazione positiva a Vibo Valentia con
+42,8 milioni (+11,1%), Terni con +201,7 (+13,1%) e Roma con
+7,5 miliardi (+13,5%).
Per le imprese con meno di 20 addetti, in tutte le regioni e
anche nelle province gli impieghi sono scesi. Se a livello
regionale sono Valle d’Aosta (-30,4 milioni pari a -11,1%),
Marche (-220,9 pari a -7,7%) e Liguria (-172 pari a -7,5%), le
realtà provinciali più penalizzate dal taglio dei prestiti alle
piccole imprese si sono verificate ad Aosta (-30,4 milioni,
-11,1%), Como (-93,6 milioni, -10,5%) e Imperia (-38,9 milioni,
-10,1%). Solo Cremona ha registrato un segno positivo (+9,3
milioni pari a +0,7%).
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Scritto da: Redazione
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