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Siae, 2025 da record per la musica live, i concerti superano il miliardo di spesa

today26 Giugno, 2026

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Nel 2025 i concerti tagliano il
traguardo simbolico del miliardo di euro di spesa e si
confermano il principale motore economico del panorama dello
spettacolo e dell’intrattenimento italiano. Sono fra i dati del
Rapporto SIAE 2025 – Tutti i numeri dello Spettacolo in Italia,
presentato stamattina a Roma.

   
La capacità della musica dal vivo di generare valore è
straordinaria: nessun altro macro-aggregato realizza gli stessi
volumi economici dei Concerti, che con appena il 2% degli eventi
complessivi concentrano il 12,4% degli spettatori e il 27% della
spesa dell’intero sistema.

   
Il 2025 dei concerti si chiude nel
segno della crescita con 67.890 eventi realizzati (+3,6%),
31.512.325 spettatori (+8,7%), e 1.162.064.376,7 euro di spesa
del pubblico (+17,5%), contro i 989,3 milioni del 2024. La spesa
media individuale passa da 34,13 a 36,88 euro (+8,1%) e
l’affluenza media per evento sale a 464 spettatori (+4,9%). Tra
i macro-settori dello spettacolo, i Concerti primeggiano non
solo per volume economico ma anche per rendimento, con
l’introito medio per evento che arriva a 17.117 euro (+13,3%) e
quello per locale a 68.672 euro (+15,5%). La regia organizzativa
si concentra e la rete si espande: gli organizzatori scendono a
11.965 (-1,9%), ma i locali attivi salgono a 16.922 (+1,7%) e i
comuni coinvolti a 4.567 (+1,7%).

   
A dettare l’andamento complessivo è il settore Pop, Rock e
Leggera, che da solo raccoglie il 57,7% dell’offerta, l’83,8%
del pubblico e il 91,6% della spesa totale, a evidenza del suo
peso industriale e simbolico dentro il live italiano. La
Classica e il Jazz continuano a dare profondità e articolazione
al quadro: la musica classica, in crescita, conferma una
presenza diffusa ma più contenuta sul piano economico; il jazz
mostra un rafforzamento del valore unitario, con la spesa media
per spettatore, la più contenuta del macro-aggregato, che sale
da 15,11 a 17,23 euro. L’estate resta il grande acceleratore del
calendario: tra giugno e agosto si concentra il 34% degli
spettacoli, il 48,8% degli spettatori e il 53,7% della spesa. Ma
non tutti i generi abitano allo stesso modo questa stagione: il
Pop, Rock e Leggera ne fa il proprio motore naturale, il Jazz la
attraversa con una marcata vocazione festivaliera, mentre la
Classica mantiene un calendario più omogeneo e una dipendenza
dal picco estivo molto più contenuta.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

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