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Proposta della Lega, in campagna elettorale divieto di usare lingue straniere

today24 Luglio, 2026

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In campagna elettorale si deve usare
solo la lingua italiana, o quelle delle minoranze tutelate
dall’ordinamento. Il divieto di impiegarne altre è il cuore di
una proposta di legge presentata alla Camera da alcuni deputati
della Lega, tra cui Jacopo Morrone e il capogruppo Riccardo
Molinari. L’hanno depositata alla fine di maggio, dopo la
tornata di elezioni amministrative segnata anche dal caso di
Vigevano, con due esponenti islamici nelle lisa lista leghista.

   
Un’iniziativa da cui prese le distanze il leader Matteo Salvini.

   
“Il problema – spiegava all’epoca – non è l’etnia o la
religione” ma “non puoi fare un
volantino in arabo inneggiando ad Allah o fare un volantino col
velo, quella è un’altra storia”.

   
La violazione del divieto verrebbe punita con una sanzione
amministrativa da 500 a 1.000 euro nella proposta di legge che,
secondo i leghisti, punta ad “arginare la recente tendenza di
alcuni candidati di origine straniera a svolgere la campagna
elettorale nella propria lingua madre”. “Un simile comportamento
– aggiungono nella presentazione – rende di fatto impossibile,
per la gran parte del corpo elettorale, comprendere i contenuti
delle proposte politiche e degli impegni che tali candidati
assumono nei confronti degli elettori”.

   

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