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Il noto oppositore Said Saadi torna in Algeria dopo sette anni

today1 Agosto, 2026

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Il noto oppositore algerino Said
Saadi è rientrato in Algeria dopo sette anni di autoesilio in
Francia, trascorsi a scrivere le sue memorie politiche, la cui
pubblicazione è prevista in cinque volumi. Accolto all’aeroporto
di Algeri da sostenitori ed ex militanti del Rassemblement pour
la culture et la démocratie (Rcd), si è poi recato nel suo
villaggio natale di Aghrib, nella provincia di Tizi Ouzou, in
Cabilia, dove gli abitanti gli hanno riservato un’accoglienza
popolare.

   
Saadi aveva lasciato il Paese nel 2019, durante il movimento
di protesta Hirak, stabilendosi a Parigi, da dove ha continuato
a esprimere posizioni critiche nei confronti delle autorità
algerine e del presidente Abdelmadjid Tebboune, soprattutto sui
temi delle libertà e della democrazia.

   
Protagonista della scena politica algerina dalla fine degli
anni Ottanta, fondatore dell’Rcd e due volte candidato alle
elezioni presidenziali, nel 1995 e nel 2004, Saadi aveva
lasciato la guida del partito nel 2012.

   
Tra le figure più note dell’opposizione algerina, Saadi guidò
nel 2011, sulla scia della Primavera araba, una serie di
manifestazioni organizzate ogni sabato ad Algeri per chiedere
riforme democratiche. Le iniziative, tuttavia, non riuscirono a
trasformarsi in un movimento di massa. Saadi è inoltre noto per
le sue posizioni critiche nei confronti dell’islam politico e
per la difesa del ruolo della lingua francese nella vita
pubblica algerina.

   
Nel suo primo intervento dopo il rientro ad Aghrib, ha
affermato di aver voluto tramandare senza “distorsioni” il
percorso della sua generazione, sostenendo di aver dedicato
sette anni alla stesura delle memorie e denunciando quella che
ha definito la “falsificazione della storia” come uno dei
problemi più gravi dell’Algeria. Non è noto se il suo ritorno
preluda a una ripresa dell’attività politica.

   

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