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today4 Agosto, 2026
L’Aula della Camera ha approvato con
178 voti a favore e 97 astenuti la proposta di legge per
istituire la giornata per Enzo Tortora e le vittime degli errori
giudiziari il 17 giugno di ogni anno. La data scelta è quella in
cui nel 1983 Tortora – giornalista e popolare conduttore
televisivo – fu arrestato con un’accusa pesantissima da cui poi
fu completamente assolto, dopo un calvario giudiziario. I gruppi
di centrodestra, Iv e Azione hanno votato a favore; Pd, M5s e
Avs si sono astenuti. Il provvedimento ora passa all’esame del
Senato.
Nel corso delle dichiarazioni di voto la maggioranza ha
sostenuto con forza l’importanza della proposta di legge, mentre
l’opposizione ha lamentato la scarsa possibilità di confronto.
“E’ una battaglia storica di Forza Italia, liberale e
garantista”, il commento del capogruppo azzurro Enrico Costa,
secondo cui “troppe volte abbiamo sentito affermare che gli
errori giudiziari non esistono, che sono solo effetti
collaterali fisiologici. Invece la malagiustizia esiste e rovina
la vita delle persone che ne sono vittime. Oggi lo Stato
riconosce che gli errori giudiziari ci sono e non sono soltanto
quelli che si concretizzano in assoluzioni dopo gli arresti, ma
anche quelli degli innocenti che sono sottoposti a calvari che
durano anni e che, pur senza incidere sulla libertà personale,
subiscono processi lunghi ed estenuanti che sono di per sé
stessi una pena che lascia segni profondi”.
Dal Pd la deputata Scarpa ha lamentato la mancanza “di un
vero confronto in commissione” su “una materia che avrebbe
richiesto il massimo della condivisione. Questo metodo, per
quanto profondamento errato, non cancella la bontà dei principi
che hanno ispirato questa pdl – ha detto la dem -. Anche su
alcuni aspetti applicativi avremmo voluto discutere meglio:
comprendiamo perfettamente la scelta simbolica del 17 giugno, ma
è necessario domandarsi se una giornata destinata anche alle
scuole non rischi di perdere parte della propria efficacia in un
periodo in cui gli istituti scolastici sono chiusi”.
Il via libera della Camera è arrivato al secondo approdo
della proposta in Aula. Il 7 maggio del 2025, infatti, la pdl
era stata rinviata in commissione su richiesta della
maggioranza, motivo per cui le opposizioni avevano accusato il
centrodestra di volerlo affossare. Il testo è a prima firma di
Davide Faraone che oggi ha continuato a puntare il dito: “Se
votiamo il provvedimento così tardi lo dobbiamo alla scelta
scellerata della maggioranza che ci ha fatto perdere inutilmente
del tempo”. Faraone ha segnalato il rischio che il
provvedimento, a causa dei tempi stretti, resti approvato in un
solo ramo del Parlamento.
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