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Fedorov chiede elezioni in Ucraina, ‘democrazia non sia ostaggio della Russia’

today18 Agosto, 2026

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L’Ucraina deve trovare un meccanismo
per tenere le elezioni in tempo di guerra: lo ha chiesto l’ex
ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, che in un
discorso pronunciato oggi su Youtube ha affermato che “la
democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia” e che
“è necessario trovare un meccanismo legale, sicuro e realistico
che permetta all’Ucraina di ripristinare un processo democratico
a tutti gli effetti anche in caso di guerra prolungata”.

   
“Dobbiamo rispondere a una domanda fondamentale: come
dovrebbe funzionare uno Stato se la guerra dura per anni? Cosa
succederebbe se la guerra durasse un altro anno? Due? Tre? La
Russia potrebbe davvero ottenere il diritto di decidere quando
gli ucraini potranno eleggere nuovamente il proprio governo?
Sono convinto di no. La democrazia non può essere tenuta in
ostaggio dalla Russia”, ha affermato Fedorov nel suo discorso
trasmesso su Youtube e riportato da Ukrainska Pravda.

   
“Combattiamo proprio perché vogliamo rimanere uno stato europeo
libero. Pertanto, dobbiamo trovare un meccanismo legale, sicuro
e realistico che permetta all’Ucraina di ripristinare un
processo democratico a tutti gli effetti anche in caso di guerra
prolungata”, ha aggiunto l’ex ministro.

   
“È difficile. Dobbiamo garantire il diritto di voto ai
militari. Milioni di ucraini all’estero. Persone nelle regioni
in prima linea. Dobbiamo garantire la sicurezza del processo
elettorale, l’indipendenza delle istituzioni e la fiducia nel
risultato. Ma la complessità non significa impossibilità.

   
L’Ucraina ha fatto molte volte ciò che il mondo considerava
impossibile”, ha sottolineato.

   
L’ex ministro ha quindi affermato che “è particolarmente
pericoloso quando la società percepisce che il criterio
principale per la nomina di una persona non è la sua
professionalità, i risultati ottenuti o la capacità di cambiare
il Paese, bensì la lealtà personale al sistema. Non è così che
può funzionare uno stato moderno. E ancor meno può funzionare un
paese che sta combattendo una guerra per la propria
sopravvivenza”.

   
Le parole di Fedorov promettono di approfondire ulteriormente
la crisi politica provocata dalla decisione di Volodymyr
Zelensky di destituirlo dal suo incarico di ministro della
Difesa, nell’ambito di un rimpasto di governo. Una scelta
giustificata dai cattivi rapporti con l’allora comandante delle
forze armate Oleksandr Syrsky – anche lui silurato poco dopo –
ma che ha provocato un’ondata di proteste di piazza in Ucraina –
per ultima la scorsa domenica a Kiev – con migliaia di persone
scese in strada a sostegno di Fedorov, considerato popolare
nell’opinione pubblica e tra i militari, che gli riconoscono di
aver modernizzato l’esercito nel tentativo di preservare la vita
dei soldati.

   
Nel tentativo di correre ai ripari, Zelensky ha proposto a
Fedorov altri incarichi governativi, che tuttavia l’ex ministro
ha rifiutato. Intanto, è atteso per domani il voto del
Parlamento ucraino per confermare Yevhenii Khmara come nuovo
ministro della Difesa, incarico che sta attualmente ricoprendo
ad interim.

   

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