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Il motore dei nubrufragi nell’energia accumulata con il caldo

today11 Settembre, 2026

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(di Enrica Battifoglia)
E’ nell’energia che si è accumulata
con il calore intenso di due mesi torridi, il motore dei
temporali improvvisi e intensi innescati dall’arrivo della prima
grande perturbazione di fine estate. Sono fenomeni locali e di
breve durata ma capaci di provocare danni importanti, come sta
avvenendo in molte località italiane, e che possono essere
ulteriormente amplificati dal calore delle città, accumulato più
facilmente da cemento e asfalto.

   
Le piogge di questi giorni fanno parte di “una situazione
meteorologica relativa alla normale transizione dall’estate
all’autunno: è una classica perturbazione di fine estate, nulla
di eccezionale, ma avviene in presenza di un prolungato periodo
di temperature significativamente sopra la media, che hanno
determinato il riscaldamento dell’acqua in superficie nel
Mediterraneo e il conseguente accumulo di umidità
nell’atmosfera”, osserva Dino Zardi, professore di Fisica
dell’atmosfera all’Università di Trento. “In presenza di questi
ingredienti – prosegue – le perturbazioni in arrivo danno luogo
al sollevamento di masse di aria umida e calda, che condensano e
precipitano in modo abbondante”.

   
Temporali intensi a valle di un’estate caldissima erano
attesi anche per Annalisa Bernardino, docente di Fisica
dell’atmosfera alla Sapienza Università di Roma: “nell’estate
più calda registrata finora è stata immagazzinata nell’atmosfera
una quantità di energia molto grande e che deve essere dissipata
con fenomeni intesi e rapidi e precipitazione molto forti e
localizzate”. La massa di aria fredda in arrivo sull’Italia si è
scontrata con la massa d’aria asciutta sul Mediterraneo centrale
e “lo scontro fra masse d’aria con caratteristiche diverse fa sì
che lungo il fronte freddo si manifestino questi fenomeni
localizzati e improvvisi, difficili da prevedere”, osserva
l’esperta.

   
Se le piogge violente arrivano improvvise e spesso durano
poco, si deve a una combinazione di fattori, come “lo scontro
fra masse d’aria con caratteristiche diverse, le caratteristiche
del suolo”. Per questo, prosegue Bernardino, i fenomeni
temporaleschi possono avvenire in modo intenso nelle città, dove
asfalto e cemento rilasciano calore”.

   

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