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Bocconi, con Strade Sicure i militari presidiano ma con poteri limitati

today14 Settembre, 2026

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Il modello attuale dell’operazione
Strade Sicure presenta “quattro forme di disallineamento”: la
“missione eccezionale è divenuta permanente, ma il suo assetto
continua a essere giustificato attraverso rinnovi anziché da una
legge organica che definisca finalità, criteri di uscita e
valutazione”. Il personale inoltre “può pattugliare e assistere
a eventi criminali, ma non dispone sempre degli strumenti
giuridici per completare il primo ciclo dell’intervento”. “Il
valore della presenza è spesso misurato in unità schierate,
controlli o siti presidiati” e, infine, “ogni turno urbano
sottrae tempo a preparazione, addestramento e recupero in una
fase in cui la difesa collettiva richiede maggiore prontezza”. È
quanto emerge dallo studio del centro di ricerca e formazione
strategica Shield della Sda Università Bocconi, dedicato alla
sicurezza nazionale e in corso di pubblicazione sulla rivista
scientifica Azienda Pubblica, di cui l’ANSA ha un’anticipazione.

   

Secondo la ricerca, l’operazione Strade Sicure potrebbe assumere
più efficacia con una “maggiore copertura del territorio
nazionale” e un “aumento degli organici”, ma anche “rendendo più
dinamico il dispositivo: meno presìdi statici non indispensabili
e più pattugliamenti concentrati nelle micro aree e nelle fasce
orarie a maggiore domanda di sicurezza”. Il modello proposto
prevede inoltre, per personale selezionato e appositamente
formato, “funzioni di polizia giudiziaria ad acta, circoscritte
alla flagranza e agli atti urgenti, senza attribuire ai militari
competenze investigative generali”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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