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Parisi, sull’IA più che mai necessaria una ricerca pubblica

today15 Settembre, 2026

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(di Enrica Battifoglia)
È un dibattito tanto acceso quanto
confuso, quello sull’intelligenza artificiale, partito e
alimentato da aziende private: per il Nobel Giorgio Parisi è
quanto basta a richiamare la “necessità di avere un centro di
ricerca pubblico”. E’ un’iniziativa che il fisico sta
sollecitando da tempo, anche a livello europeo. Lo ha fatto più
volte all’Accademia di Lncei di cui fa parte e adesso, dice
all’ANSA, la proposta è più che mai attuale, considerando le
numerose variabili in gioco. Tuttavia, rileva, “il pericolo che
i modelli di IA possano evolversi senza controllo mi sembra si
possa escludere”.

   
A preoccupare non è quindi la paura che i modelli di IA
possano diventare autonomi, ma “in generale preoccupano i
problemi connessi con la disoccupazione e con l’educazione. Per
esempio, se continuiamo a demandare troppe cose all’IA rischiamo
di perdere un certo tipo di capacità”, osserva il Nobel citando
la recente soluzione di uno dei problemi matematici ‘del
millennio’ da parte di un modello di IA. “Come si forma un
matematico se tutti i problemi semplici sono stati risolti
dall’IA? E’ difficile che l’IA possa elaborare una soluzione
nuova, ma resta il problema di come formare matematici”.

   
Accanto al problema educativo, che potrebbe portare a dare
alle IA “la delega a pensare”, per Parisi c’è anche il problema
del controllo dei mass media: “sarebbe estremamente pericoloso
se in futuro i modelli di IA gestissero l’informazione”. Per
questo è necessario “riflettere sul fatto che stiamo vivendo un
momento di enormi investimenti sull’IA” e “la mia impressione –
aggiunge – è che “i grossi investimenti sono giustificati dalla
speranza, da parte delle aziende, che uno dei modelli di IA
prenda il monopolio”.

   
D’altro canto, prosegue, “l’IA funziona perché ha letto
un’enorme quantità di quello che gli esseri umani hanno scritto
e lo ha fatto praticamente gratis, e organizzare un monopolio su
questo potrebbe essere ‘il più grande furto della storia
dell’umanità’, come lo ha definito Bernie Sanders”. Leggi
anti-monopolio, per esempio, secondo Parisi “potrebbero essere
importanti sia a livello nazionale sia in un accordo con la
Cina, che sull’IA ha una legge fatta prima di quella europea”.

   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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