“Probabilmente il rapporto tra giornalista e fonte è andato ben oltre ogni limite. Non torna che il giornalista condividesse con l’amico fraterno pluripregiudicato notizie o comunicazioni riservate che dovevano rimanere dentro il rapporto tra l’azienda pubblica e il conduttore giornalista”. Lo ha dichiarato Alberto Nerazzini intervenendo oggi a “Il Timone” condotto dal direttore editoriale Daniele Biacchessi su Giornale Radio, parlando del caso Ranucci.
“Ci sono davvero tanti vuoti da riempire: bisogna spiegare perché ci sono stati tutti quei contatti utilizzando metodi di comunicazione non intercettabili, cercando dialoghi notturni, interviste condivise sul tema su cui lavorava il faccendiere”, ha aggiunto Nerazzini.
“Questa è una di quelle situazioni dove sono saltati un po’ i pilastri. Credo che stiamo rischiando qualcosa di davvero grande e prezioso ed è giusto andare fino in fondo, aggrapparci a tutte le cose che non quadrano. Se qualcosa non va nella stampa indipendente, il Paese va dritto all’inferno”, ha sottolineato.
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