“Da suonare un citofono a essere un ladro per Ranucci è la stessa cosa. Io sono semplicemente andato sotto casa di Laura Cianfoni, non sotto casa di Ranucci. Sono entrato senza condotta fraudolenta, senza inganno, mi sono dichiarato giornalista, ho verificato che Cianfoni abitasse lì, ho suonato il citofono e, non avendo risposta, sono andato via”. Lo ha dichiarato Moreno Pisto, direttore di MOW Mag, intervenendo oggi a “Corrente alternata” condotto da Francesco Borgonovo su Giornale Radio, replicando alle accuse di Sigfrido Ranucci sulla sua presunta intrusione nell’abitazione.
“Nel racconto esagerato di Ranucci è diventato che io avevo cercato di intrufolarmi dentro casa sua. Io ho fatto il mio mestiere, ho rotto i coglioni, perché questo è il nostro mestiere. Ero andato da Cianfoni perché le volevo fare due domande su una cosa grave che mi hanno detto, collegata alla bomba – ha aggiunto Pisto -. Cianfoni è colei che è detentrice dei segreti di Ranucci. Due domande se le merita: andargliele a fare vuol dire essere un ladro?”.
E sulla vicenda dell’attentato, Pisto precisa: “Cosa ha fatto nella sua carriera Walter Lavitola? Ha portato gli scalpi. Questo è stato il suo lavoro. Adesso lui ha servito la testa di Ranucci: che l’abbia fatto per fargli un piacere, e quindi per qualcosa che poi è andato contro Ranucci stesso, o che l’abbia fatto per fare un piacere a qualcun altro, questo noi ancora non lo sappiamo”.
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