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Ranucci, ‘i colleghi di Report potevano mandare un messaggio un po’ prima’

today10 Ottobre, 2026

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“Magari potevano mandare un
messaggio un po’ prima, in maniera anche forte”. Così Sigfrido
Ranucci, a margine del suo spettacolo “Diario di un trapezista”
al teatro Duse di Bologna, ha commentato la nota con cui oggi la
squadra di Report ha dichiarato di non averlo mai sfiduciato né
di averne chiesto la rimozione. La presa di posizione arriva
all’indomani dell’ordinanza del Tribunale di Roma che ha
respinto l’istanza del giornalista per il reintegro alla guida
del programma.

   
Ranucci ha sottolineato come i giornalisti che guidava fino a
qualche mese fa abbiano preso posizione “oggi perché si sono
resi conto che nell’ordinanza il giudice aveva rigettato il
ricorso, motivandolo, attingendo a una serie di dichiarazioni
degli amici. Perché non ho avuto solo Lavitola come amico, ho
avuto pure Santoro che ha detto che avrei dovuto abbandonare
Report, Formigli, anche Saviano. Devo dire però che sono state
tutte dichiarazioni drogate da un fatto – ha proseguito – : ci
sono stati 3.500 articoli falsi che hanno condizionato le
opinioni delle persone, il cosiddetto rumore mediatico, che è
stato poi alla base anche della decisione del giudice”.

   
Per Ranucci “è passato il concetto che si può rimuovere un
giornalista in base al rumore mediatico, poco importa se sia
vero o falso, io credo che non sia giusto questo”, ha concluso.

   

   

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