“Dire che la riforma della giustizia è il primo passo per mettere il pubblico ministero sotto il tacco dell’esecutivo è una balla spaziale”. Lo afferma il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, intervenendo a “Il Punto G” condotto da Giuliano Guida Bardi su Giornale Radio.
“È il tentativo di spaventare l’elettorato con pericoli inesistenti – aggiunge – come dire a un bambino ‘se non fai il buono arriva il lupo cattivo’. Qui i lupi cattivi non ci sono: nell’articolo 104 della Costituzione è scritto chiaramente che la magistratura rimane autonoma e indipendente”. Secondo Sisto si tratta di “un modo scorrettissimo di fare campagna referendaria”, perché si discute “non sul testo della riforma ma sul non testo della riforma”.
Il viceministro interviene anche sul mancato accordo con le opposizioni: “Gli emendamenti proposti dalla sinistra erano emendamenti demolitivi. Non era un dialogo per migliorare la riforma, ma interventi che ne intaccavano la struttura portante”.
Sulla riforma del CSM, Sisto sostiene che “le correnti sono diventate cordate, luoghi di potere. Oggi per fare carriera nella magistratura devi essere prima correntizio e poi bravo – afferma – e chi arriva al CSM portato dalla corrente spesso resta legato alla corrente stessa”.
Per questo il sorteggio dei componenti rappresenta, secondo il viceministro, “un salvavita necessario”, ricordando che lo strumento “non è ignoto al nostro ordinamento”.
Sulla separazione delle carriere, conclude, “qualcuno mi deve spiegare perché tra il giudice e il pubblico ministero non debba esserci la stessa distanza che c’è tra il giudice e l’avvocato difensore. Se chi accusa è cugino di chi giudica il triangolo non è più isoscele e non c’è più il giusto processo”.
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