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Radio Italia Network
today28 Marzo, 2026

In previsione della Pasqua, gli
italiani – secondo l’indagine realizzata da Tecnè per
Federalberghi – hanno prenotato le proprie vacanze con largo
anticipo: saranno 10,6 milioni coloro che partiranno per godersi
un soggiorno fuori di casa, principalmente in zone vicine alla
propria regione, senza esagerare con le distanze (3 su 4 si
muoveranno con la propria auto). La maggioranza di essi, l’85%,
resterà nel Belpaese, mentre solo il 15% opterà per destinazioni
estere. Il tutto produrrà un giro di affari di 5,5 miliardi di
euro.
“Possiamo parlare di un test positivo, diciamo di buona
tenuta del settore, in attesa della stagione estiva. Ancora una
volta gli italiani dimostrano amore per il proprio Paese, che
viene percepito come sicuro – ha dichiarato Bernabò Bocca,
presidente di Federalberghi, commentando a caldo l’indagine -.
Ma io inviterei alla prudenza, considerando il fatto che buona
parte del campione ha mostrato una certa sensibilità proprio al
tema della sicurezza”.
“In questo momento, davvero non possiamo ignorare il contesto
geopolitico in cui ci si trova, in Italia, in Europa e nel
mondo. E poiché il turismo, proprio nella sua trasversalità,
dialoga con tutte le realtà, senza limiti e senza confini, mi
preme dire che i conflitti danneggiano il settore. Oggi,
infatti, non è a rischio il turismo di prossimità, bensì è a
rischio il turismo alto spendente che proviene dall’altra parte
dell’Oceano”.
“Rincuora comunque che gli italiani non rinuncino a
solennizzare con un viaggio le festività pasquali – ha concluso
Bocca -. Da questo momento in poi sarà molto importante
osservare l’evoluzione di tutte le vicende internazionali,
perché potrebbero essere determinanti per l’andamento del
settore”.
Il “bollino rosso” delle partenze si collocherà nella
giornata di venerdì santo, 3 aprile (41,6%), mentre giovedì 2
aprile si muoverà la prima consistente quota di viaggiatori
(30%). Rispettando le tradizioni, a incidere maggiormente sulla
spesa degli italiani sarà la buona tavola, seguita dalle spese
di viaggio e dalle spese dedicate al pernottamento. Resta
incisivo il tema dell’aumento del costo della vita, che avrebbe
indotto il 47,8% degli individui intervistati a ridurre la
durata del soggiorno.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Scritto da: Redazione
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