Listeners:
Top listeners:
play_arrow
GR News
play_arrow
Giornale Radio
play_arrow
Radio Podcast
play_arrow
70-80.it
play_arrow
Radio Italia Network
today4 Aprile, 2026

(di Cinzia Conti)
“Il turismo organizzato sta
continuando a subire una doppia penalizzazione: carburante su
livelli molto elevati e un dollaro forte rispetto all’euro,
fattori che incidono direttamente sui costi del trasporto aereo
e, di conseguenza, sull’offerta dei pacchetti di viaggio e che
aggravano ulteriormente i costi per le imprese italiane”. Lo
dice Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti,
che con l’ANSA fa il punto della situazione in questa fase
convulsa dopo l’allarme lanciato da Ryanair. La compagnia ha
annunciato che al momento i fornitori di carburante hanno scorte
fino a metà/fine maggio: se la guerra in Iran dovesse
concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto ma
se invece la chiusura
dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi, non si possono
escludere rischi per la disponibilità in alcuni aeroporti
europei.
”Le agenzie di viaggio e i tour operator – spiega – non
possono essere chiamati ad assorbire indefinitamente choc di
origine internazionale. Senza interventi mirati, il rischio
concreto è una nuova contrazione della domanda e un
indebolimento dell’intera filiera”. Secondo Assoviaggi è
indispensabile mantenere un monitoraggio costante dell’andamento
del jet fuel e del cambio, valutando misure di sostegno e
strumenti di compensazione, per evitare che l’impatto dei
fattori energetici e valutari venga scaricato interamente su
imprese e consumatori.
“Le agenzie di viaggio necessitano di regole più chiare, di un
quadro stabile e di un confronto costante tra istituzioni e
imprese – conclude Rebecchi – Il turismo resta un comparto
strategico per l’economia nazionale ma servono politiche in
grado di attenuare l’impatto di dinamiche che non dipendono
dalle imprese”.
Sulla base delle ultime quotazioni pubblicamente disponibili –
ragiona il presidente – il jet fuel, principale voce di costo
per le compagnie aeree, si attesta a 4,02 dollari al gallone,
valore rilevato dall’Argus US Jet Fuel Index nell’ultima
pubblicazione disponibile del 23 marzo 2026. Su scala globale,
il Fuel Price Monitor dell’Iata, basato sulle quotazioni Platts,
conferma un prezzo medio settimanale del carburante aviation
pari a 197 dollari al barile, con un incremento del +12,6% su
base settimanale, segnale di una tensione ancora molto elevata
sui mercati.
A incidere ulteriormente sui costi per gli operatori europei è
l’andamento del cambio. L’euro continua a muoversi su livelli di
debolezza rispetto al dollaro, attestandosi nell’area di 1,15
dollari, rafforzando l’impatto dei rincari del carburante,
acquistato sui mercati internazionali in valuta statunitense.
Una combinazione di fattori che rischia di tradursi in un
aumento strutturale dei costi operativi lungo tutta la filiera
del turismo organizzato, con effetti diretti sui prezzi dei
biglietti aerei, sulla programmazione dei pacchetti viaggio e
sulla capacità di spesa delle famiglie, in una fase cruciale di
avvicinamento alla stagione turistica.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Scritto da: Redazione
Testata Giornalistica “GR News” registrata presso il Tribunale di Milano - Registro Stampa N° 194/2022 | GR News - Iscrizione al R.O.C. Registro Operatori della Comunicazione – Reg. n° 33572 - Copyright ©2025 Nextcom Srl – Società editoriale - P. IVA 06026720968 - TEL 02 35971400 – WHATSAPP 349 182 75 01
GR News® è un marchio registrato in Italia Europa UK
Commenti post (0)