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Onu, in Congo stupro arma di guerra e bimbi nati non registrati

today10 Marzo, 2026

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La portata della violenza sessuale
legata al conflitto nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc)
“è allarmante, persiste l’uso dello stupro come arma di guerra e
i bambini nati da questa violenza sono a grave rischio di
esclusione sociale e di reclutamento da parte di gruppi armati”.

   
E’ quanto rileva un rapporto dell’Ufficio congiunto delle
Nazioni Unite per i diritti umani nella Repubblica Democratica
del Congo (Unjhro) che documenta 887 casi di violenza sessuale
legata al conflitto avvenuti lo scorso anno, che hanno colpito
1.534 vittime, la stragrande maggioranza delle quali erano donne
(854) e ragazze (672).

   
Secondo il rapporto, i gruppi armati sono responsabili del
75% di queste violenze. Il Movimento 23 Marzo (M23) è in testa
alla lista, seguito dal gruppo Wazalendo, dalla Cooperativa per
lo Sviluppo del Congo, da vari gruppi Mai-Mai, nonché dalle
Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda e dalle Forze
Democratiche Alleate. L’Onu sottolinea anche il coinvolgimento
di attori statali, tra cui membri delle Forze armate della Rdc ,
della Polizia nazionale congolese e dell’Agenzia nazionale di
intelligence, nel 19% dei casi documentati.

   
Il rapporto evidenzia inoltre la messa in atto di crimini
particolarmente gravi, tra cui la schiavitù sessuale, in cui
donne e ragazze vengono tenute in cattività per periodi
prolungati, sottoposte a ripetuti stupri e gravidanze forzate.

   
Le Nazioni Unite richiama infine l’attenzione sulla
situazione dei bambini nati da stupro, che spesso subiscono
stigmatizzazione, rifiuto da parte delle famiglie e mancanza di
registrazione civile. Questa situazione li espone a un rischio
maggiore di esclusione sociale e di reclutamento da parte di
gruppi armati.

   
Data la gravità della situazione, l’Onu chiede alle autorità
nazionali di accelerare i procedimenti legali contro gli autori
di reati gravi e garantire la registrazione sistematica dei
bambini nati da stupro nel registro civile, al fine di
interrompere il ciclo di esclusione. Ai gruppi armati si chiede
di rilasciare incondizionatamente tutte le donne e le ragazze
tenute prigioniere e di porre fine alla pratica della schiavitù
sessuale.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

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