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Papa, esame di coscienza per i cristiani con gravi responsabilità nelle guerre

today13 Marzo, 2026

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Papa Leone ricorda che
“ogni cristiano è tenuto alla confessione sacramentale almeno
una volta all’anno” come prescrive anche il Catechismo della
Chiesa Cattolica.

   
“Riconoscere i nostri peccati – ha affermato stamane
ricevendo in udienza i partecipanti al XXXVI Corso sul foro
interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica – soprattutto
in questo tempo di Quaresima, significa ‘accordarci’ con Dio,
unirci a Lui” e “questo genera l’unità interiore della persona e
l’unità con la Chiesa; perciò favorisce anche la pace e l’unità
nella famiglia umana. Verrebbe da chiedersi: quei cristiani che
hanno responsabilità gravi nei conflitti armati, hanno l’umiltà
e il coraggio di fare un serio esame di coscienza e di
confessarsi?”.

   
Nonostante la sua importanza, “alla reiterabilità” della
confessione, ha osservato papa Prevost, “non corrisponde sempre,
da parte dei battezzati, una sollecitudine nel farvi ricorso: è
come se l’infinito tesoro della misericordia della Chiesa
restasse ‘inutilizzato’, per una diffusa distrazione dei
cristiani che, non di rado, rimangono per lungo tempo in stato
di peccato, piuttosto che accostarsi al confessionale”.

   
Invece, osserva il Pontefice, “solo una persona riconciliata
è capace di vivere in modo disarmato e disarmante! Chi depone le
armi dell’orgoglio e si lascia continuamente rinnovare dal
perdono di Dio, diventa un operatore di pace e di
riconciliazione nella vita di ogni giorno”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

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