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Taste 2026: alla Fortezza da Basso il racconto del “Cibo vero” tra eccellenze, territori e nuove visioni dell’enogastronomia

today17 Gennaio, 2026

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Firenze si prepara ad accogliere una nuova edizione di Taste 2026, il Salone del food firmato Pitti Immagine che, dal 7 al 9 febbraio tornerà ad animare gli spazi monumentali della Fortezza da Basso, uno dei luoghi simbolo della città. Un appuntamento ormai imprescindibile per professionisti del settore, appassionati e osservatori del mondo enogastronomico, che ogni anno scelgono Firenze come crocevia privilegiato per scoprire, assaggiare e comprendere le traiettorie del gusto contemporaneo.

La Fortezza, imponente architettura cinquecentesca progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, si conferma ancora una volta cornice ideale per una manifestazione che fa del dialogo tra storia e innovazione il proprio tratto distintivo. Qui, tra bastioni e padiglioni, Taste 2026 darà spazio a oltre 750 aziende provenienti da tutta Italia, in rappresentanza della produzione e della cultura enogastronomica nazionale, capaci di raccontare un patrimonio che affonda le radici nella tradizione ma che guarda con decisione al futuro.

Un’edizione in crescita, tra conferme e nuovi protagonisti

Rispetto alle edizioni precedenti, il programma di Taste 2026 si presenta ulteriormente arricchito. Accanto alle aziende storiche che negli anni hanno contribuito a consolidare l’identità della manifestazione, farà infatti il suo ingresso una componente importante di nuove realtà emergenti. Sono più di 100 le aziende al debutto, selezionate attraverso un accurato lavoro di scouting dal team organizzativo, con l’obiettivo di intercettare le voci più interessanti e autentiche del panorama food italiano.

Un ricambio che non è semplice avvicendamento, ma scelta editoriale precisa: raccontare un settore in continua evoluzione, dove giovani produttori, micro-imprese artigianali e progetti innovativi convivono con marchi consolidati, offrendo una fotografia dinamica e stratificata dell’enogastronomia contemporanea. Dai salumi ai formaggi, dall’olio extravergine di oliva alle conserve, dai prodotti da forno al mondo dei dolci, fino ai vini, ai distillati e alle bevande artigianali, Taste si conferma una piattaforma trasversale, capace di attraversare territori, filiere e sensibilità diverse.

“Cibo vero – True Food”: il tema di Taste 2026

A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà il sottotitolo “Cibo vero – True Food”, una dichiarazione d’intenti che racchiude il senso più profondo della manifestazione. Un’espressione che richiama l’idea di autenticità, concretezza e sostanza, e che invita a tornare all’essenza di ciò che ci nutre: il cibo come risultato di materie prime, lavoro, territorio e responsabilità.

In un momento storico in cui il food è spesso oggetto di narrazioni patinate, semplificazioni e mode effimere, Taste 2026 sceglie di riportare l’attenzione su ciò che conta davvero. “Cibo vero” significa ingredienti riconoscibili, filiere trasparenti, processi produttivi coerenti e un rapporto sincero tra produttore e consumatore. Un approccio che non rinnega l’innovazione, ma la fonda su basi solide, etiche e qualitative.

Espositori, contenuti e riflessione culturale

Questo percorso sarà reso possibile non solo grazie alla disponibilità e alla qualità degli espositori, ma anche attraverso un ricco programma di talk, incontri ed eventi pensati per offrire ai visitatori strumenti di lettura e spunti di riflessione sulle trasformazioni in atto nel mondo del food. L’enogastronomia, infatti, non è solo esperienza sensoriale, ma anche fenomeno culturale, economico e sociale, capace di raccontare cambiamenti profondi nei modelli di consumo e di produzione.

I talk affronteranno temi legati alla sostenibilità, al valore delle materie prime, al rapporto tra tradizione e innovazione, alla tutela delle identità territoriali e alle nuove esigenze del mercato. Un’occasione per ascoltare produttori, esperti, chef, comunicatori e studiosi, in un confronto aperto che arricchisce la dimensione espositiva della manifestazione.

Firenze e il “fuori salone”: la città come palcoscenico del gusto

A integrare il cuore di Taste 2026 alla Fortezza da Basso sarà, come da tradizione, un articolato calendario di eventi diffusi che coinvolgerà il centro storico di Firenze. Il cosiddetto “fuori salone” rappresenta uno degli elementi più apprezzati della manifestazione, perché permette di vivere il food in una dimensione più conviviale e informale, mettendo in relazione aziende, professionisti e pubblico all’interno dei luoghi più suggestivi della città.

Degustazioni guidate, cene a tema, incontri con i produttori e presentazioni speciali animeranno ristoranti, enoteche, bistrot e spazi culturali, trasformando Firenze in un grande laboratorio del gusto. Un’esperienza che va oltre la semplice visita fieristica e che invita a scoprire i prodotti attraverso il racconto, l’abbinamento e la condivisione.

Un osservatorio privilegiato sull’enogastronomia italiana

Con Taste 2026, Firenze si conferma non solo capitale artistica e culturale, ma anche osservatorio privilegiato sull’enogastronomia italiana. La manifestazione si distingue per la capacità di coniugare qualità espositiva, approfondimento culturale e dimensione esperienziale, offrendo una visione completa e credibile del settore.

In un contesto internazionale sempre più competitivo, Taste continua a puntare su un modello che valorizza l’identità, la selezione accurata e la narrazione consapevole del cibo. Un salone che non si limita a esporre prodotti, ma che costruisce relazioni, stimola pensiero critico e rafforza il legame tra chi produce e chi sceglie di consumare con attenzione.

Dal 7 al 9 febbraio 2026, la Fortezza da Basso diventerà così il luogo in cui il “cibo vero” prenderà forma, voce e sapore, raccontando un’Italia fatta di eccellenze, diversità e passione. Un appuntamento che, ancora una volta, promette di essere molto più di una fiera: un’esperienza culturale a tutto tondo, nel segno del gusto autentico.

Scritto da: Daniela Vindigni

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