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today23 Febbraio, 2026
L’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro è al centro di una proposta di legge di iniziativa popolare che, a un mese dal lancio, ha già raccolto 25mila firme. La soglia necessaria per il deposito in Parlamento è di 50mila sottoscrizioni. L’iniziativa, denominata “5 euro contro il fumo”, è promossa da importanti realtà scientifiche e oncologiche italiane e punta a intervenire sul costo dei prodotti del tabacco come misura di prevenzione sanitaria.
La raccolta firme è attiva sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e può essere effettuata tramite SPID, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi.
Secondo i promotori, aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro rappresenta uno strumento di sanità pubblica basato su evidenze scientifiche consolidate. L’incremento del costo dei prodotti del tabacco, sostengono le società scientifiche coinvolte, è tra le misure più efficaci per ridurre i consumi, soprattutto nelle fasce più giovani.
La proposta è sostenuta da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, oltre a decine di altre realtà sanitarie e istituzionali. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’accessibilità economica delle sigarette e dei prodotti da inalazione di nicotina.
Secondo le stime riportate nella campagna, l’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro potrebbe portare, nel medio periodo, a una riduzione dei consumi fino al 37%. Il principio è quello dell’elasticità della domanda: a un incremento significativo del prezzo corrisponderebbe un calo del consumo, con effetti particolarmente marcati tra i giovani fumatori.
Il dibattito sull’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro si inserisce in un contesto sanitario definito preoccupante dalle società scientifiche. In Italia si stimano circa 93mila decessi all’anno attribuibili al consumo di tabacco, che resta una delle principali cause di mortalità evitabile.
Le evidenze citate nella campagna indicano che ogni sigaretta fumata ridurrebbe l’aspettativa di vita di circa 20 minuti. I fumatori abituali perderebbero mediamente fino a dieci anni di vita rispetto ai non fumatori.
Il consumo di tabacco è associato a numerose patologie oncologiche, tra cui tumore al polmone, al cavo orale, all’esofago, al pancreas, al colon e alla vescica. A queste si aggiungono malattie cardiovascolari e respiratorie croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Secondo i promotori, l’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro avrebbe un impatto diretto sulla prevenzione primaria, riducendo l’incidenza futura di queste patologie e alleggerendo nel tempo il carico sul Servizio sanitario nazionale.
Uno degli argomenti centrali della proposta riguarda il confronto europeo. In Italia il prezzo medio delle sigarette risulta inferiore rispetto a diversi altri Stati membri dell’Unione Europea.
Nel Paese quasi un adulto su quattro è fumatore, mentre tra gli under 19 circa il 10% fuma regolarmente. Secondo le associazioni promotrici, l’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro consentirebbe di allineare maggiormente il costo dei prodotti del tabacco agli standard di altri Paesi europei che hanno adottato politiche fiscali più incisive.
Negli ultimi decenni l’Italia ha introdotto norme restrittive sul consumo nei luoghi pubblici e sulle modalità di vendita, ma secondo i promotori queste misure non sarebbero sufficienti a invertire in modo strutturale la tendenza.
L’iniziativa ha già ricevuto l’adesione di 42 società scientifiche e istituzioni e di 22 associazioni e fondazioni. Tra i centri che hanno espresso sostegno figurano Humanitas, l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, l’Istituto Oncologico Veneto e l’Istituto Pascale di Napoli.
Oltre all’impatto sanitario, il consumo di tabacco comporta un rilevante costo economico per il Paese. Le patologie correlate al fumo generano in Italia circa 26 miliardi di euro l’anno in costi diretti e indiretti, tra spesa sanitaria, perdita di produttività e assenze dal lavoro.
Secondo i promotori, l’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro potrebbe produrre anche un incremento delle entrate fiscali. Le maggiori risorse, nelle intenzioni dei firmatari, potrebbero essere destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale o a programmi di prevenzione.
La proposta prevede un intervento strutturale sul prezzo finale dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, configurandosi come misura di politica sanitaria e fiscale. L’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro viene quindi presentato non solo come deterrente al consumo, ma anche come leva economica.
La raccolta firme prosegue con l’obiettivo di raggiungere le 50mila adesioni necessarie per l’avvio dell’iter parlamentare. Se la soglia verrà superata, la proposta di legge sarà formalmente depositata e assegnata alle commissioni competenti per l’esame.
L’aumento del prezzo delle sigarette di 5 euro, sostenuto dal mondo scientifico, entra così nel dibattito pubblico come misura di prevenzione sanitaria, con implicazioni economiche e sociali che saranno oggetto di confronto politico nei prossimi mesi.
Scritto da: Matteo Respinti
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