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Mercosur, Meloni ufficializza il sì dell’Italia da Parigi

today6 Gennaio, 2026

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Dopo mesi di incertezze e riserve, il governo italiano cambia posizione sul Mercosur. Da Parigi, a margine della riunione dei cosiddetti “volenterosi” all’Eliseo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni conferma il via libera dell’Italia all’accordo commerciale tra Unione europea e America Latina. Una svolta politica che arriva in seguito alle modifiche introdotte dalla Commissione europea sul bilancio e sul sostegno all’agricoltura, tema centrale per Roma e per diversi Paesi membri.

Il cambio di linea dell’Italia sul Mercosur

La posizione italiana sul Mercosur è stata a lungo caratterizzata da prudenza e perplessità, soprattutto per l’impatto potenziale dell’accordo sui settori agricoli più esposti alla concorrenza extraeuropea. Il nodo principale riguardava le tutele per gli agricoltori e la capacità dell’Unione di compensare eventuali squilibri attraverso politiche di sostegno adeguate. Da qui la richiesta italiana di garanzie finanziarie aggiuntive e di un rafforzamento della Politica agricola comune.

L’annuncio di Meloni segna un passaggio netto. La premier ha parlato di “soddisfazione” per la decisione della Commissione europea di modificare la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale, rendendo disponibili, a partire dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro destinati alla PAC. Una scelta che, nelle intenzioni del governo, consente di superare le resistenze che avevano finora rallentato l’assenso italiano al Mercosur.

Il sì di Roma si inserisce in un contesto europeo complesso, in cui l’accordo commerciale resta oggetto di divisioni tra gli Stati membri. Tuttavia, per Palazzo Chigi le nuove condizioni rappresentano un punto di equilibrio tra apertura dei mercati e tutela delle filiere strategiche, rendendo politicamente sostenibile l’adesione al progetto.

Le risorse Ue per l’agricoltura e il nodo della PAC

Al centro della decisione italiana sul Mercosur c’è il rafforzamento delle risorse destinate all’agricoltura europea. Secondo quanto spiegato dalla premier, l’iniziativa della Commissione non solo conferma per il futuro il livello attuale dei finanziamenti, ma introduce anche risorse aggiuntive rispetto a quelle già assegnate nel novembre precedente per rispondere alle richieste del Parlamento europeo.

Per il governo italiano, il messaggio è chiaro: l’accordo commerciale può procedere solo se accompagnato da un solido impianto di compensazioni a tutela dei produttori europei. In questo senso, l’aumento dei fondi PAC viene presentato come una risposta concreta alle preoccupazioni espresse dagli agricoltori italiani ed europei negli ultimi mesi, in un contesto segnato da proteste e mobilitazioni in diversi Paesi dell’Unione.

Meloni ha sottolineato come questo risultato sia il frutto di una “linea di buon senso” portata avanti con determinazione a Bruxelles. Una linea che, secondo la presidente del Consiglio, dimostrerebbe la capacità dell’Italia di incidere sui negoziati europei, orientando le scelte comuni in direzione di una maggiore attenzione alle economie agricole nazionali, anche nel quadro del Mercosur.

Il quadro politico europeo tra sostegni e resistenze

La svolta italiana sul Mercosur rafforza la posizione della Commissione guidata da Ursula von der Leyen, da tempo favorevole alla conclusione dell’accordo con i Paesi dell’America Latina. L’intesa è considerata strategica per ampliare le relazioni commerciali dell’Unione e consolidare la sua presenza economica in un’area chiave sul piano geopolitico.

Non mancano però le resistenze, in particolare da parte della Francia. Il presidente Emmanuel Macron ha più volte espresso contrarietà al Mercosur, ritenendo insufficienti le garanzie a tutela degli agricoltori francesi e delle norme ambientali europee. Il sì italiano contribuisce quindi a spostare gli equilibri interni all’Unione, isolando in parte Parigi e rafforzando il fronte dei Paesi favorevoli all’intesa.

In questo scenario, la decisione di Roma assume anche un valore politico più ampio. L’Italia si allinea alla strategia commerciale della Commissione e rivendica, al tempo stesso, di aver ottenuto contropartite rilevanti sul piano finanziario. Un equilibrio che consente al governo di presentare il Mercosur non come una concessione, ma come il risultato di una trattativa che avrebbe prodotto benefici tangibili per il sistema agricolo europeo.

Prospettive e implicazioni del sì italiano

Il via libera italiano al Mercosur apre ora una nuova fase nel percorso di ratifica e attuazione dell’accordo. Restano da definire nel dettaglio le modalità con cui le risorse aggiuntive per la PAC verranno distribuite e come saranno monitorati gli effetti dell’intesa sui diversi comparti produttivi. Per l’Italia, la sfida sarà tradurre le garanzie ottenute a livello europeo in strumenti efficaci di tutela e competitività per le proprie filiere.

Dal punto di vista politico, la scelta di Meloni consolida il ruolo di Roma nei negoziati sul futuro bilancio Ue e rafforza il dialogo con Bruxelles su dossier strategici. Il governo punta a dimostrare che apertura commerciale e difesa degli interessi nazionali possono procedere insieme, a condizione di un adeguato sostegno finanziario e normativo.

Il Mercosur resta un accordo complesso e controverso, destinato a suscitare dibattito anche nei prossimi mesi. Il sì italiano, tuttavia, segna un passaggio significativo nel quadro europeo e conferma come le dinamiche del bilancio e della Politica agricola comune siano diventate decisive per orientare le grandi scelte commerciali dell’Unione.

Scritto da: Matteo Respinti

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