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today19 Dicembre, 2025
Nessuna intesa è stata, dunque, raggiunta a Bruxelles riguardo al dossier Mercosur. Abbiamo visto tutti le immagini delle strade della capitale belga movimentate dalle forti proteste di 7.300 agricoltori europei e dei loro mille trattori, che hanno, evidentemente, indotto Ursula von der Leyen a non insistere troppo sulla questione – soprattutto dopo avere incontrato una delegazione dei manifestanti – guadagnando un certo lasso di tempo e posticipando, in tal modo, l’eventuale firma dell’accordo commerciale con i Paesi del Sud America.
Il tutto, nella speranza che i due maggiori Paesi oppositori – e cioè, Francia e Italia – nel frattempo riescano a superare le loro attuali perplessità. D’altra parte, prima che il delicatissimo summit comunitario avesse inizio, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva confermato la sua opposizione al Trattato, precisando che, in ballo, c’era quella che ha definito la “coerenza di un’Europa che deve proteggere la sua agricoltura e i suoi produttori”.
La Francia – ha poi continuato – è una grande potenza agricola e agroalimentare e, quindi, anche esportatrice, ma il Paese non può accettare di “sacrificare la coerenza della sua agricoltura, la sua alimentazione e la sua sicurezza alimentare”, accettando “accordi che non sono ancora finalizzati”. Pertanto – ha poi precisato Macron – occorre meglio definire sia le clausole di salvaguardia, che le misure di reciprocità.
E questa volta – cosa per la verità non sempre così frequente – nonostante le pressioni esercitate sia dalla Von der Leyen stessa, che dal Brasile (che, al momento, occupa la presidenza di turno del Mercosur), anche Giorgia Meloni ed il ministro Antonio Tajani si sono mossi di comune accordo con l’inquilino dell’Eliseo, deludendo così le aspettative di quanti avevano puntato su un cambio di rotta dell’Italia all’ultimo momento.
Palazzo Chigi ha, infatti, ribadito la sua temporanea contrarietà attraverso una nota in cui si poteva leggere che:
“in merito all’accordo, come già dichiarato in Parlamento dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ribadito anche al presidente del Brasile Lula, il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi”.
Ma quali sono le ragioni che alimentano le proteste di tanti agricoltori italiani ed europei? A chiarirlo alla stessa Commissione UE è stato, innanzitutto, l’italiano Massimiliano Giansanti, nella sua veste di presidente di Copa Cogeca (la Confederazione agricola europea che ha organizzato la protesta), nonché di Confagricoltura, il quale ha tenuto a sottolineare come l’agricoltura sia oggi, più che mai, un settore fondamentale e strategico per l’Unione europea: e come tale, deve, di conseguenza, essere gestito, sia per quanto concerne le risorse economiche del budget, sia come visione di prospettiva.
Sono, infatti, gli agricoltori a garantire la sicurezza alimentare ed il mercato europeo, che, essendo tra l’altro il principale al mondo, deve, quindi, essere adeguatamente tutelato, evitando di aprirlo “a chiunque voglia arrivare senza garantire i nostri standard”. Per questo motivo, Copa Cogeca chiede “reciprocità in tutti gli accordi commerciali”.
A sua volta, anche la Coldiretti – in forte opposizione agli orientamenti della Commissione UE – nella persona del suo segretario generale, Vincenzo Gismundo, spiega come la ragione principale che spinge gli agricoltori a manifestare risieda nel taglio del 22% delle risorse destinate alla PAC (Politica Agricola Comune) che, nel prossimo bilancio -nelle intenzioni della Commissione – dovrebbe finire in un fondo condiviso anche con altre voci di spesa come la difesa, l’emergenza sociale o quella idrica.
Pertanto, anche una rappresentanza della Coldiretti è giunta a Bruxelles per manifestare “un sentimento forte che regna nei cuori e nelle menti di tutti i produttori agricoli europei, e soprattutto italiani”, poiché la prevista riduzione di 90 miliardi di euro delle risorse dirette alla PAC pesa sul nostro Paese per 9 miliardi di euro.
Scritto da: Ferruccio Bovio
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