Economia

La piccola impresa italiana e l’intelligenza artificiale

today21 Gennaio, 2026

Sfondo

La piccola impresa italiana di fronte all’utilizzo dell’AI. Un’indagine realizzata dall’Area Studi e Ricerche della CNA, ha messo in risalto come per le micro e piccole imprese italiane, l’intelligenza artificiale non rappresenti ormai quasi più una minaccia. Al contrario, molte di esse la percepiscono, invece, come uno strumento prezioso per aumentare la competitività, ridurre gli errori e risparmiare tempo.

Il campione e l’aumento dell’utilizzo dell’AI

Il sondaggio, recentemente pubblicato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Impresa, ha coinvolto oltre 2.500 attività rappresentative del tessuto produttivo ed ha, appunto, rilevato sia un crescente interesse verso l’intelligenza artificiale, che una forte accelerazione del suo utilizzo. Infatti, il 35,6% del campione intervistato dichiara di impiegare l’AI: ed in particolare, il 16,4% ne utilizza un solo strumento, mentre il 19,2% ricorre ad almeno due delle principali tecnologie dell’intelligenza artificiale.

Se confrontiamo questi dati con quelli registrati da un’ analoga indagine condotta 18 mesi fa (limitata al settore manifatturiero), emerge che, in quel momento, soltanto il 5,2% degli imprenditori intervistati aveva già iniziato a impiegare l’AI. A ciò va, inoltre, aggiunto che, attualmente, si segnala anche la presenza di un ulteriore 15,4% che ne sta valutando l’impiego.

Conoscenza e percezione dell’intelligenza artificiale

Lo studio della CNA evidenzia poi come, di pari passo con la rapida diffusione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, aumentino anche il livello di conoscenza e l’orientamento positivo a impiegarla. Il 27% degli intervistati ha dichiarato di avere una buona o ottima conoscenza dell’AI ed oltre il 57% ne esprime una valutazione favorevole, rispetto al 44% della precedente rilevazione. Ad esprimere un parere negativo resta soltanto il 12,4% degli interpellati.

A livello anagrafico, l’atteggiamento più positivo è certamente concentrato tra i giovani (oltre il 70% tra gli under 30), anche se, pure fra gli imprenditori più anziani, si riscontra una netta maggioranza di giudizi positivi a prescindere dal livello di conoscenza. Parliamo di quasi il 54% dei titolari d’impresa tra 50 e 70 anni e del 52,2% tra gli over 70, percentuali che attestano il fatto che, evidentemente, anche i più anziani mostrano un forse inaspettato ottimismo.

L’AI come strumento pratico

D’altra parte, l’adozione delle nuove tecnologie si sta espandendo rapidamente in tutti i settori e, di conseguenza, gli strumenti di intelligenza artificiale sono, al momento, percepiti come una “forza pratica”, in grado di offrire “soluzioni capaci di snellire l’attività, liberare tempo, alleggerire la routine”.

Tra i benefici derivanti dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il risparmio di tempo viene considerato come il più importante dall’83,1% del campione, mentre la riduzione degli errori e l’eliminazione di attività ripetitive raccolgono, rispettivamente, gli apprezzamenti del 36% e il 35%. C’è poi anche una percentuale di circa il 25% che indica – sempre tra i vantaggi prodotti dall’AI – l’aumento di competitività ed un’altra del 23,7% che la ritiene utile per realizzare innovazioni di prodotto e di processo.

Gli ostacoli all’adozione dell’AI

L’indagine ha, comunque, fatto emergere anche la presenza di alcuni ostacoli – non trascurabili – che ancora rendono meno accessibile il ricorso all’intelligenza artificiale. Comprensione e competenze rappresentano i veri nodi critici: un 56,7% ha difficoltà nel capire a che cosa l’AI possa veramente risultare utile, cui si aggiunge un 40,3% che lamenta la carenza di competenze interne alla propria azienda. Barriere economiche (18,2%) e timori sulla sicurezza dei dati (17,5%) costituiscono altri ostacoli di “secondo livello”, così come l’integrazione con i sistemi esistenti (17,3%). Quasi marginali risultano, invece, essere la carenza di infrastrutture adeguate (7,9%) e la resistenza del personale (8,2%).

Siamo, pertanto, in presenza di numeri che rivelano come le imprese siano oggi “culturalmente più aperte e interessate di quanto si possa immaginare”, e come l’AI sia percepita soprattutto come “un’estensione”, piuttosto che come una minaccia. Ad emergere è, infine, una forte domanda di supporto: il 70,5% parteciperebbe a iniziative di formazione ed oltre il 50% apprezzerebbe consulenze personalizzate e supporti per agevolazioni finanziarie.

Scritto da: Ferruccio Bovio

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *