Economia

Rapporto OXFAM: in Italia il 5% più ricco dispone della metà della ricchezza nazionale

today22 Gennaio, 2026

Sfondo

Dal Rapporto che l’OXFAM (la Confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale) ha pubblicato in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, emerge che, nel 2025, il numero dei miliardari presenti al mondo ha superato le tremila unità, raggiungendo una ricchezza aggregata di 18.300 miliardi di dollari.

Si tratta, pertanto, di una concentrazione di ricchezza storicamente senza precedenti che – spiegano gli autori del rapporto – fotografa un sistema economico globale in cui si accentua la distanza tra “vincitori” e “vinti” a discapito delle tante promesse che erano state fatte e delle ricette politiche che avrebbero dovuto portare all’emancipazione economica collettiva.

Non a caso, nell’ultimo anno, chi ha occupato le posizioni sociali più privilegiate ha visto lievitare le proprie ricchezze in maniera sorprendente: basti pensare che la ricchezza dei miliardari nel mondo è cresciuta ad un ritmo tre volte superiore al tasso medio annuo registrato nei cinque anni precedenti.

Al punto che, oggi, i 12 miliardari più ricchi del Pianeta dispongono di 2.635 miliardi di dollari, cioè di un importo superiore a quanto possiedono, in totale, quegli oltre 4,1 miliardi di persone che rappresentano la metà più povera dell’umanità.

L’OXFAM descrive, quindi, uno scenario nel quale più di 4 miliardi di individui pesano soltanto lo 0,52% della ricchezza mondiale, a fronte di un 1% che ne mette insieme addirittura il 43,8%.

Sorprende anche scoprire che basterebbe solo il 65% della ricchezza accumulata dai miliardari nel 2025 per portare tutta l’umanità alla soglia di 8,30 dollari al giorno. Invece, il tasso di riduzione della povertà globale è rimasto pressoché invariato negli ultimi sei anni, mentre i livelli di povertà estrema sono nuovamente in crescita in Africa.

A ciò va aggiunto che i tagli degli aiuti internazionali – decisi l’anno scorso da molti Paesi ad economia sviluppata – rischiano adesso di provocare, in quelli più poveri, oltre 14 milioni di morti in più entro il 2030.

Ed a queste considerazioni, l’analisi dell’OXFAM aggiunge pure che “le disuguaglianze crescenti stanno mettendo in crisi i sistemi democratici”: infatti, a vivere oggi in democrazia sono solo tre persone su 10, mentre nel 2004 erano uno su due.

La situazione italiana: il Paese delle fortune invertite

Quanto all’Italia, il Rapporto si sofferma sulla presenza di rilevanti iniquità circa la distribuzione della ricchezza, definendola il “Paese delle fortune invertite”.

Infatti, in termini di ricchezza netta, il 10% delle famiglie più abbienti detiene il 59% della ricchezza nazionale, un dato in aumento rispetto al 52,1% di 15 anni fa. Al tempo stesso, la metà più povera possiede solamente il 7,4%, facendo registrare un calo superiore ad un punto percentuale rispetto all’8,5% di fine 2010.

In termini patrimoniali, il 10% più ricco delle famiglie italiane accumula oltre otto volte la ricchezza della metà più povera, mentre il 5% più ricco dispone di quasi la metà della ricchezza nazionale e, negli ultimi 15 anni, ha fatto proprio il 91% dell’incremento di questa.

Sempre in Italia, nel 2025, la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata, in termini reali, di 54,6 miliardi di euro, arrivando a toccare un valore totale di 307,5 miliardi, suddivisi nelle disponibilità di 79 individui.

Nel complesso, quasi due terzi della ricchezza miliardaria è di origine ereditaria, ma secondo l’OXFAM, nel prossimo decennio si registreranno successioni ereditarie per almeno 2.500 miliardi di euro, “il tutto, in un contesto normativo con un prelievo molto blando sulla ricchezza trasferita, che fa dell’Italia un paradiso fiscale per la successione”.

Povertà e possibili soluzioni

Pertanto, mentre oltre 2,2 milioni di famiglie vivono ancora in povertà assoluta, il Rapporto OXFAM segnala alcune idee dalle quali si potrebbe partire per cercare di ridare dignità alle persone: garantire un reddito minimo fruibile fino a quando la condizione di bisogno persiste, oppure contrastare la precarietà attraverso un’azione incisiva contro il lavoro nero e grigio.

Tuttavia, nonostante le disuguaglianze siano aumentate, l’OXFAM dichiara di osservare in Italia “politiche che anziché intervenire sui mutamenti, cercano in realtà di favorire gruppi sociali o territori che già godono di una condizione di relativo vantaggio”.

Anche presso la classica provincia italiana – che pure non è poverissima – si comincia a risentire di questo declino e dell’assenza di una politica industriale, che finiscono inevitabilmente per creare smarrimento e malcontento, lasciando così ampio spazio all’affermarsi di un sentimento di esclusione, del quale l’astensionismo elettorale sembra costituire una chiara espressione.

Scritto da: Ferruccio Bovio

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *