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Mentre Milano e Cortina si apprestano ad ospitare gli atleti che animeranno le prossime Olimpiadi invernali, la Confartigianato ha pubblicato uno studio dal quale emerge come i piccoli imprenditori italiani siano ormai divenuti protagonisti importanti nel settore della sport economy.
Infatti, i prodotti ed i servizi per le attività sportive, passando dall’abbigliamento tecnico alle attrezzature complesse, vengono oggi realizzati da 25.118 piccole e medie imprese, che costituiscono il 99,5% del totale delle aziende del comparto e che danno lavoro a 56mila addetti. In particolare, le imprese artigiane rappresentano il 45,5% delle imprese della manifattura di prodotti per lo sport.
L’analisi di Confartigianato mette, dunque, in risalto il contributo rilevante fornito dagli artigiani e dai piccoli imprenditori nostrani alla realizzazione di questi Giochi Olimpici Invernali, senza trascurare di segnalare pure il peso della partecipazione delle imprese nazionali alla riuscita dei prossimi appuntamenti sportivi in Italia, a cominciare dall’America’s Cup in programma a Napoli nel 2027.
Ed a questo proposito, commentando i risultati di questo studio, il presidente della Confartigianato, Marco Granelli, ha tenuto a sottolineare come i grandi eventi sportivi internazionali diventino “volano economico e vetrina anche per mettere in luce il protagonismo di artigiani e Pmi in una filiera produttiva fatta di competenze, specializzazione e capacità di innovazione radicate nei territori italiani, fattori strategici per la competitività del Paese”.
Artigiani e piccole imprese rappresentano, quindi – sempre secondo la Confartigianato – una sorta di “nazionale” dell’economia reale, che “continua a vincere grazie a qualità, flessibilità, tradizione integrata con la spinta tecnologica”.
Sempre poi in base ai numeri raccolti da Confartigianato – e che sono stati ufficialmente presentati, a Milano, nel corso del convegno “Cinque cerchi, mille mani. L’intelligenza artigiana, nelle Olimpiadi di Milano – Cortina 2026” – è emerso che gli otto Comuni in cui si svolgeranno le gare dei Giochi Olimpici Invernali muovono un’economia che conta 127.001 imprese artigiane.
Di queste, 19.703 agiscono in settori direttamente collegati alla domanda turistica, creando occupazione per più di 48mila dipendenti e contribuendo così, in modo determinante, alla riuscita dell’evento.
Più in generale, la panoramica della sport economy rivela una chiara concentrazione di imprese nelle regioni a maggiore densità manifatturiera: ad guidare la classifica nazionale è la Lombardia con 5.816 aziende attive nella produzione di beni e servizi per lo sport, seguita dal Veneto con 2.689 imprese, dall’Emilia Romagna con 2.400, dal Piemonte con 2.361 e dal Lazio con 2.245.
Nel complesso, il Centro-Nord, ospitando l’83% delle imprese del settore ed oltre l’85% degli addetti, rappresenta un sistema produttivo profondamente integrato con i territori e le filiere locali.
Anche a livello provinciale emergono aree di eccellenza che trainano l’economia dello sport, con Milano che si colloca decisamente al primo posto con 2.202 imprese, seguita da Roma con 1.845 aziende, da Torino con 1.320, da Napoli con 717 imprese, da Brescia (661), Bergamo (619), Bologna (590) e Bolzano (585).
Si tratta di zone che esprimono una specializzazione produttiva in grado di fare fronte sia alla domanda interna, che alle grandi commesse legate agli eventi sportivi internazionali.
In sostanza, dagli sci alle biciclette, dalle barche alle tavole da surf, fino all’abbigliamento e alle attrezzature per dilettanti e professionisti in tutti gli sport, la filiera di beni e servizi dello sport si affida essenzialmente alla grande esperienza ed alla capacità di innovare delle PMI e degli artigiani italiani, che, non a caso, riscuotono successo anche sui mercati esteri.
Basti pensare che le esportazioni nazionali di articoli sportivi si avvicinano ai 5 miliardi, con gli Stati Uniti a rappresentare il nostro principale cliente nel mondo, per un valore di 178 milioni di euro, che tra l’altro ci colloca anche in testa – tra i Paesi dell’Ue – per quota di export verso gli USA.
Più in dettaglio, le province italiane con le maggiori esportazioni di articoli sportivi negli States sono Treviso (con il 45,2% del totale), seguita da Forlì – Cesena (15,8%), Mantova (9,8%), Genova (5,5%), Rimini (4,8%) e Milano (3,6%).
Scritto da: Ferruccio Bovio
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