Economia

FIRST Cisl: chiusi 516 sportelli bancari nel 2025

today3 Febbraio, 2026

Sfondo

La FIRST Cisl – la Federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario – non da ieri ha messo sotto osservazione il preoccupante fenomeno della desertificazione bancaria.

In Italia – spiega, infatti, il Sindacato – è presente un’area (vasta addirittura quanto i territori di Lombardia, Veneto e Piemonte messi assieme) completamente priva di sportelli bancari. Ciò significa che milioni di persone devono far fronte a pesanti disagi per poter fruire di alcuni servizi necessari alla loro vita quotidiana.

Purtroppo, negli ultimi anni, il problema ha mostrato una tendenza ad aggravarsi, senza che il ricorso sempre più frequente al digitale riuscisse ad ovviare ai problemi venutisi a creare nel frattempo.

L’Osservatorio sulla desertificazione bancaria

Ecco perché FIRST Cisl ha deciso di realizzare un Osservatorio sulla desertificazione bancaria, in grado di seguire l’evoluzione di un fenomeno che, da tempo, presenta i tratti dell’allarme sociale.

Non sono, infatti, soltanto i singoli cittadini a subire le conseguenze dell’abbandono dei territori da parte delle banche, ma anche molte piccole imprese, per le quali la chiusura delle filiali costituisce un problema grave, che finisce per tradursi in una minore disponibilità di credito.

La finalità dell’Osservatorio è quindi quella di “sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sulle conseguenze che la desertificazione bancaria comporta per lo sviluppo del Paese e la tenuta del suo tessuto sociale”.

I dati nazionali del 2025

Dagli ultimi aggiornamenti resi noti dall’Osservatorio, emerge che, nel 2025, le banche italiane hanno continuato a ridurre la propria rete fisica, facendo registrare una chiusura di 516 sportelli.

Pertanto, il numero complessivo degli sportelli bancari a livello nazionale è così sceso a 19.140 al 31 dicembre, confermandosi stabilmente al di sotto della soglia dei 20mila e segnando, rispetto alla fine del 2024, un calo complessivo pari a circa il 2,6%.

Gli squilibri territoriali

A livello territoriale, nel 2025, i tagli alla rete fisica non hanno coinvolto in modo omogeneo le diverse aree del Paese, confermando la sussistenza di forti squilibri.

Più in dettaglio, le regioni più colpite dai tagli sono risultate le Marche (-4,3%), la Toscana (-3,5%), la Calabria e il Veneto (-3,2%).

I comuni senza sportelli

Per quanto riguarda le regioni che confermano una maggiore incidenza di comuni senza sportelli, ai primi posti figurano il Molise (83,8%), la Calabria (74,5%), la Valle d’Aosta (74,3%), il Piemonte (65,8%) e l’Abruzzo (61,3%).

Ben diversa appare, invece, la situazione in Emilia Romagna, dove si riscontrano valori decisamente più bassi, con una percentuale limitata all’8,2%.

Nel corso del 2025 è, dunque, ulteriormente cresciuto il numero dei comuni assolutamente privi di sportelli bancari, che risultano essere 3.457, pari al 44% del totale, cioè 75 in più rispetto all’anno precedente.

L’impatto su cittadini e imprese

Di conseguenza, continua ad aumentare il numero delle persone che non hanno accesso ai servizi bancari o rischiano di perderlo, raggiungendo attualmente 11,5 milioni di cittadini.

Di questi, circa 4,9 milioni (+5,3%) vivono in comuni totalmente desertificati e 6,5 milioni (+4,6%) in comuni in via di desertificazione, ossia quelli rimasti con un solo sportello.

Risultano inoltre in crescita, addirittura 16.880 in più rispetto al 2024, anche le imprese che hanno la propria sede in comuni desertificati.

Le grandi città non sono escluse

Non bisogna però pensare che la desertificazione bancaria colpisca solo le aree interne. Infatti, osservando l’evoluzione del fenomeno, si nota come, dalla fine del 2021 al 31 dicembre scorso, la percentuale di chiusure nelle due più grandi città italiane, Roma (-14%) e Milano (-16,1%), sia stata sensibilmente superiore alla media nazionale, attestata al -11,6%.

Digitale e limiti dell’internet banking

Nel complesso, l’analisi pubblicata dalla First Cisl conferma che, nel 2025, la desertificazione bancaria ha continuato ad estendere la fascia degli Italiani con accesso limitato ai servizi bancari, in un contesto in cui la diffusione del contante è ancora elevata, soprattutto tra la popolazione anziana.

Tra il 2024 e il 2025, l’utilizzo dell’internet banking è cresciuto solo di poco più di un punto percentuale, passando dal 55,01% al 56,37%. In alcune regioni si è persino verificato un calo: Lazio (dal 60% al 59%), Umbria (dal 60% al 56%), Veneto (dal 66% al 61%).

Il confronto europeo e il caso francese

Queste percentuali evidenziano la distanza dalla media europea (69,7%), così come da quelle di alcune delle maggiori economie continentali: Francia (78,3%), Spagna (74,8%) e Germania (70,7%).

Interessante è, infine, notare come – secondo il rapporto dell’Osservatorio – l’esperienza francese smentisca il presunto nesso di causa/effetto tra digitalizzazione e desertificazione bancaria. A un elevato utilizzo dell’internet banking corrisponde infatti una presenza di sportelli bancari più radicata: 48 sportelli ogni 100mila abitanti in Francia contro i soli 33 in Italia.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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