Economia

Coldiretti: più controlli per tutelare la salute dei cittadini ed i redditi degli agricoltori

today15 Giugno, 2026

Sfondo

In occasione della riunione della Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare -convocata al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – la Coldiretti ha lanciato un appello per difendere la salute dei cittadini ed il reddito degli agricoltori attraverso un controllo più accurato dei prezzi.

Al fine di meglio tutelare sia la salute delle persone, che il guadagno degli agricoltori occorre, infatti, rafforzare il sistema dei controlli sulla filiera agroalimentare – alle frontiere come sul territorio nazionale – introducendo strumenti innovativi di verifica come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, che dovrebbero essere riconosciuti come prove valide anche in sede giudiziaria.

Contrasto a frodi, speculazioni e false dichiarazioni

Maggiori controlli, dunque, innanzitutto per contrastare frodi e speculazioni, dal momento che è solamente potenziando il sistema ispettivo che diventa possibile “fare piena luce su manovre illecite e speculazioni messe in atto da trafficanti che mettono a rischio il futuro dell’agricoltura italiana e il valore del Made in Italy agroalimentare”.

E a tal fine – spiega la Coldiretti – è necessario verificare con maggiore severità l’effettiva applicazione dei decreti sull’origine dei prodotti, individuando e sanzionando eventuali false dichiarazioni che, del resto, sono già anche perseguibili in base alla Legge Caselli contro l’agropirateria.

Trasparenza sull’origine degli alimenti e revisione del Codice doganale

Inoltre, accanto alla nuova normativa sui reati agroalimentari resta, comunque, sempre fondamentale pure la battaglia per la trasparenza dell’origine degli alimenti.

Ed a questo proposito, entra qui in gioco in maniera assai rilevante, anche l’idea di procedere ad una revisione del Codice doganale: una sfida che – sempre secondo l’Associazione dei coltivatori italiani – è urgentemente da affrontare, modificando, appunto, il Codice doganale europeo, cancellandone – per tutti gli alimenti – il cosiddetto “principio dell’ultima trasformazione sostanziale”, per sostituirlo con l’obbligo di indicare chiaramente l’origine dei prodotti commercializzati nell’Unione Europea.

Solo in questo modo verrebbe, infatti, garantita ai cittadini la possibilità di conoscere con certezza la provenienza del cibo che hanno acquistato.

Il caso dell’olio extravergine d’oliva come esempio delle criticità

A ribadire la fondatezza delle sue argomentazioni, la Coldiretti, porta ad esempio quanto avviene nel settore dell’olio extravergine d’oliva che rappresenta, appunto, uno dei casi più evidenti delle criticità esistenti.

I dati ufficiali della filiera indicano, infatti, una produzione nazionale di circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono 545 milioni di litri all’anno.

Numeri dai quali, sottolinea Coldiretti, emergono “anomalie che richiedono controlli più rigorosi per evitare fenomeni di falsificazione dell’origine e pratiche ingannevoli nei confronti dei consumatori”.

Controlli nei porti e alle frontiere

Ecco perché – continua la Coldiretti – un particolare riguardo deve essere riservato ai controlli nei porti e ai valichi di frontiera, dove transitano prodotti che rischiano di essere poi, successivamente, commercializzati come italiani.

Ed a questo scopo, risulta assolutamente necessario aumentare la dotazione di personale delle forze dell’ordine impegnate in queste attività di vigilanza, visto che recenti operazioni di controllo hanno portato alla luce l’esistenza di sistemi fraudolenti consolidati, compresi i tentativi di acquistare fatture da agricoltori compiacenti per falsificare l’origine del grano duro.

Uno scandalo contro il quale, tra l’altro, migliaia di agricoltori Coldiretti, lo scorso 10 giugno, sono scesi in piazza davanti alle Prefetture di tredici capoluoghi di regione.

Interoperabilità delle banche dati e rafforzamento delle verifiche

Infine, per rendere sempre più efficace l’attività di vigilanza, l’Associazione agricola ritiene anche fondamentale rendere interoperabili le banche dati pubbliche – a partire da quelle dell’Agenzia delle Dogane – e garantire così alla Cabina di regia l’accesso trimestrale ai dati sulle importazioni suddivisi per settore merceologico.

Allo stesso tempo occorre rafforzare gli organici dei reparti specializzati nella lotta alle frodi economiche e intensificare le verifiche sulle pratiche commerciali sleali, incrociando i dati relativi ai prezzi con quelli della tracciabilità dei prodotti.

Scritto da: Ferruccio Bovio

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