Economia

Caro carburanti: 1,1 miliardi aggiuntivi al mese

today10 Agosto, 2026

Sfondo

Dalla consueta analisi settimanale pubblicata dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, è emerso che, rispetto al 2025, a parità di consumi, quest’anno il caro carburanti rischia di incidere sulle tasche degli Italiani per oltre 1,1 miliardi di euro aggiuntivi ogni mese, pari, quindi, a 13,6 miliardi di euro nell’intero anno.

Il caro carburanti costa 13,6 miliardi in più

Un aggravio economico tutt’altro che irrilevante e che potrebbe seriamente minacciare i bilanci di molte famiglie, oltre che la competitività di numerosissime imprese. E purtroppo, secondo gli analisti mestrini, si tratta di rincari che le misure finora adottate dal Governo non sono riuscite a compensare.

Infatti, pur avendo messo a disposizione oltre 2,35 miliardi di euro per contenere il prezzo alla pompa di benzina e gasolio, l’impatto degli aumenti ha continuato a risultare sensibilmente superiore.

In concreto – precisa ancora la CGIA – “in linea puramente teorica, i 2,35 miliardi di tagli alle accise introdotti finora per il 2026 hanno sterilizzato gli aumenti di soli due mesi su dodici”.

La clausola di salvaguardia europea

La speranza è quella che, dopo l’approvazione da parte del Parlamento della risoluzione governativa che ha annunciato il proposito di chiedere alla Commissione europea l’attivazione della clausola di salvaguardia per escludere le spese per l’energia dai vincoli del Patto di Stabilità – sulla falsa riga di quanto previsto per quelle destinate alla difesa – si possa finalmente aprire una nuova fase di confronto con l’Unione Europea.

Tuttavia, se anche da Bruxelles dovesse arrivare l’auspicato via libera, le risorse aggiuntive – stimate in 14,5 miliardi di euro da spendere nell’arco di tre anni – non sarebbero, comunque, disponibili prima del prossimo autunno e sarebbero, pur sempre, finanziate attraverso un ulteriore incremento del debito pubblico.

I dubbi della CGIA sul ricorso a nuovo debito

L’Associazione degli artigiani veneti apprezza la richiesta avanzata dal nostro Governo, sebbene sollevi pure qualche dubbio in merito al fatto che, per fronteggiare l’emergenza posta dalla necessità di sostenere famiglie e aziende alle prese con il caro carburanti e il peso delle bollette, sia davvero inevitabile ricorrere a nuovo debito.

Ed a questo proposito, sempre nell’analisi in questione, si evidenzia che, nel 2026, al netto degli interessi, le uscite dello Stato raggiungeranno il livello record di quasi 1.090 miliardi di euro: pertanto, una riduzione anche solo dell’1 % renderebbe disponibili quasi 11 miliardi di euro, che potrebbero essere destinati a contenere gli aumenti dei prezzi di benzina, diesel, luce e gas.

Se da un lato è vero che una parte rilevante di questa spesa pubblica ha già, comunque, trovato la sua destinazione – e non è certo intenzione della CGIA quella di andare a penalizzare lo stato sociale – dall’altro è pur altrettanto vero che esistono ancora capitoli di bilancio sui quali sarebbe possibile intervenire, tagliando sprechi e inefficienze ed evitando così di scaricare – come troppe volte avvenuto in passato – l’intero costo dell’emergenza energetica sulle future generazioni attraverso un nuovo aumento del debito.

Benzina e diesel: gli aumenti alla pompa

Con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service attestatisi, nell’ultima settimana, rispettivamente attorno ai 2 e ai 2,10 euro al litro — e, quindi, con rincari che, rispetto al 28 febbraio scorso, sono risultati del +19,3 % per la verde e del +21,5% per il gasolio — l’Ufficio Studi della CGIA prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, corrispondente ad un incremento del 20,4 %.

Le Regioni più colpite dai rincari

Più in dettaglio, a livello territoriale, gli aumenti più marcati in termini percentuali si dovrebbero registrare in Basilicata, dove l’aumento raggiungerebbe il 21,6% (+9,8 milioni di euro al mese). A seguire, verrebbero la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3%: nel primo caso l’impatto economico mensile è stimato in 89 milioni di euro, mentre nel secondo in quasi 70 milioni.

Uno scenario che sottolinea, dunque, come l’andamento dei prezzi dei carburanti continui a “produrre effetti significativi e disomogenei sul territorio nazionale, con ricadute particolarmente rilevanti per famiglie e imprese delle regioni del Mezzogiorno”.

Le misure del Governo contro il caro energia

Da quando è scoppiato il conflitto tra Stati Uniti e Iran, Palazzo Chigi ha messo in campo risorse per oltre 7,3 miliardi di euro a favore di cittadini e aziende: 5 miliardi rivolti a contenere l’aumento delle bollette di energia elettrica e gas, mentre i rimanenti 2,3 miliardi sono stati impiegati per ridurre le accise sui carburanti. Sebbene si stia parlando di una somma certamente non trascurabile, occorre tuttavia prendere atto anche del fatto che, purtroppo, è in grado di compensare poco più di un quarto dei 29 miliardi di maggiori costi previsti per fronteggiare i rincari dei carburanti, del gas e dell’energia elettrica.

Altri 7 miliardi entro l’autunno

Ed è, quindi, proprio per queste ragioni che il Governo sembra orientato ad investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia (prima ancora dell’approvazione della Legge di bilancio 2027). Un’operazione, la cui realizzazione – come si è già detto – si renderà però possibile soltanto se il Consiglio Europeo concederà la clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit/Pil senza incorrere in procedure di infrazione.

In sintesi

  • Secondo l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, nel 2026 il caro carburanti potrebbe costare agli Italiani oltre 1,1 miliardi di euro in più al mese, pari a 13,6 miliardi di euro nell’intero anno rispetto al 2025.
  • I 2,35 miliardi di euro di tagli alle accise introdotti finora avrebbero compensato, secondo la CGIA, l’impatto degli aumenti per soli due mesi su dodici.
  • Il Governo punta all’attivazione di una clausola di salvaguardia europea che consentirebbe di escludere alcune spese energetiche dai vincoli del Patto di Stabilità.
  • Le eventuali risorse aggiuntive ammonterebbero a 14,5 miliardi di euro in tre anni, ma non sarebbero disponibili prima dell’autunno e comporterebbero nuovo debito.
  • La CGIA propone di valutare anche una riduzione della spesa pubblica: un taglio dell’1% delle uscite dello Stato, al netto degli interessi, libererebbe quasi 11 miliardi di euro.
  • I rincari previsti risultano particolarmente significativi nel Mezzogiorno, con gli aumenti percentuali maggiori in Basilicata, Campania e Puglia.
  • Dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, il Governo ha stanziato oltre 7,3 miliardi di euro contro il caro energia e starebbe valutando ulteriori 7 miliardi entro l’autunno.

FAQ

Quanto potrebbe costare agli Italiani il caro carburanti nel 2026?
Secondo le stime della CGIA di Mestre, l’aggravio rispetto al 2025 potrebbe raggiungere circa 13,6 miliardi di euro nell’intero anno, pari a oltre 1,1 miliardi di euro aggiuntivi ogni mese.

Quanto sono aumentati benzina e diesel?
Rispetto al 28 febbraio, i rincari indicati dalla CGIA sono del +19,3% per la benzina e del +21,5% per il gasolio.

Quanto ha stanziato il Governo per ridurre il prezzo dei carburanti?
Per il 2026 sono stati messi a disposizione circa 2,35 miliardi di euro attraverso tagli alle accise.

Che cos’è la clausola di salvaguardia richiesta all’Unione Europea?
È il meccanismo attraverso il quale il Governo punta a ottenere maggiore spazio di bilancio per sostenere le spese legate all’emergenza energetica senza incorrere nelle normali conseguenze previste dai vincoli europei sul deficit.

Quante risorse potrebbero essere disponibili attraverso la clausola di salvaguardia?
Le risorse aggiuntive vengono stimate in 14,5 miliardi di euro nell’arco di tre anni.

Quali sono le Regioni maggiormente colpite dagli aumenti dei carburanti?
In termini percentuali, secondo la CGIA, gli aumenti più elevati si registrerebbero in Basilicata, Campania e Puglia.

Quanto ha stanziato complessivamente il Governo contro il caro energia?
Dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, Palazzo Chigi ha stanziato oltre 7,3 miliardi di euro: 5 miliardi per luce e gas e circa 2,3 miliardi per i carburanti.

Sono previste nuove misure contro il caro energia?
Il Governo sembra orientato a investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno, subordinatamente alla concessione della clausola di salvaguardia europea.

Scritto da: Ferruccio Bovio

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *