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Taglio dell’Irpef, contratti, energia, parte la corsa alla manovra

today12 Agosto, 2026

Sfondo
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Meno tasse, più potere d’acquisto e
occupazione. Le priorità sono tracciate. Ed è da qui che il
governo intende ripartire a settembre, gettando le basi per
quella che sarà la quinta ed ultima manovra di questa
legislatura. Una legge di bilancio su cui si consumeranno gli
appetiti dei partiti, stimolati più che mai dal clima
pre-elettorale. Ma che avrà anche un respiro finanziario più
ampio delle precedenti, grazie allo scostamento legato alla
flessibilità concessa dall’Ue per le spese in difesa ed energia.

   
L’Italia si prepara infatti a chiedere a Bruxelles
l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per
complessivi 35 miliardi nel triennio (l’1,5% del Pil). Denaro
che, dopo l’ok dell’Europa atteso per ottobre, verrà svincolato
con uno scostamento di bilancio da approvare con voto a
maggioranza assoluta del Parlamento. La metà di questo
‘tesoretto’, circa 14 miliardi (lo 0,6%, ma potrebbero anche
essere meno senza l’uscita dalla procedura per deficit
eccessivo), confluirebbe subito all’interno delle risorse per la
legge di bilancio 2027. Soldi che tuttavia sono già prenotati
per le spese in difesa ed energia. Su quest’ultimo capitolo, in
attesa che venga formalizzato (forse già lunedì) l’elenco
definitivo delle spese ammissibili, quel che è certo è che
verranno ammesse solo misure mirate a migliorare strutturalmente
la sicurezza del sistema, mentre saranno esclusi interventi
provvisori come i tagli alle accise o sussidi ai privati.

   
Al netto di questo capitolo, il menù della manovra ha già
iniziato a prendere forma sul tavolo del ministro dell’Economia
Giancarlo Giorgetti, che ha già ricevuto dai ministri la lista
delle richieste. Il ministro della Salute Orazio Schillaci punta
ad almeno 5 miliardi per la sanità, per aumentare le assunzioni
e gli stipendi. Sul fronte del lavoro, su cui è impegnata la
ministra Elvira Calderone, si va verso la riconferma della
tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali, i premi di
risultato e le indennità per il lavoro faticoso: valore totale,
2 miliardi. Il ministro per il Sud Luigi Sbarra chiede il
rifinanziamento della Zes per il Sud, con almeno 4 miliardi
aggiuntivi nel triennio. Alle infrastrutture Matteo Salvini si
aspetta 5 miliardi per strade e cantieri.

   
C’è poi da completare l’ultimo tassello del taglio dell’Irpef
per il ceto medio, portando dal 43% al 33% l’aliquota per i
redditi tra 50 e 60 mila euro: intervento da circa 1,2 miliardi.

   
Mentre sul capitolo pensioni serviranno 1,1 miliardi se si vorrà
evitare l’aumento di un mese dell’età pensionabile che scatta
dal 2027. Contando anche le spese indifferibili (1,5-2
miliardi), il conto è quindi già salato: oltre 17 miliardi.

   
Aggiungendo poi le risorse derivanti dallo scostamento, la
prossima manovra potrebbe superare i 30 miliardi.

   
Il tutto al netto delle richieste dei partiti di maggioranza,
che già scalpitano per mettere le loro bandierine. La presidente
del consiglio Giorgia Meloni ha indicato la rotta per settembre:
“Alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e
favorire un’occupazione sempre più stabile”. Ma il vicepremier
Salvini è già scattato avanti, proponendo una nuova tassa sulle
banche. Misura difficilmente condivisibile da Forza Italia,
anche se nella maggioranza, a taccuini chiusi, non si nega che
qualcosa si potrebbe arrivare a chiedere. .

   

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