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Pm Milano, ‘i rider di Glovo ancora sottopagati, vanno assunti’

today26 Agosto, 2026

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Anche con il nuovo piano
proposto nei mesi scorsi Foodinho, società di delivery food del
colosso spagnolo Glovo, sta operando in una “situazione di
illegalità” sul fronte delle paghe corrisposte ai rider che
lavorano per la piattaforma, perché malgrado i compensi siano
aumentati ai lavoratori non viene retribuita ancora “circa il
30%
dell’attività”. E anzi i contratti non rispettano “la tipologia
contrattuale effettiva”, perché i ciclofattorini andrebbero
assunti come “lavoratori subordinati”.

   
Lo scrive il pm di Milano Paolo Storari nel parere del 18
agosto, anticipato oggi dal Corriere della Sera, contrario alla
richiesta di revoca, avanzata al gip a giugno dalla difesa di
Foodinho, del controllo giudiziario sulla srl che era stato
disposto a febbraio per caporalato. Secondo gli accertamenti dei
carabinieri del Nucleo tutela del lavoro, infatti, ai rider
della piattaforma, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero
state corrisposte paghe “sotto la soglia di povertà” e ci
sarebbe stato uno sfruttamento del loro lavoro.

   
I consulenti tecnici nominati dal pm hanno analizzato, poi,
“le misure proposte e attuate” da Foodinho-Glovo in circa “un
mese di sperimentazione”. Misure con cui il compenso minimo per
consegna è stato portato a 3 euro e il minimo orario lordo a 14
euro. Malgrado ciò, scrive il pm, ai rider non viene pagato
ancora almeno il 30% del lavoro, perché nel piano della srl si
valuta il “tempo effettivo calmierato”, che prende in
considerazione solo il “tempo di esecuzione della singola
consegna” e non quello di intera “messa a disposizione delle
energie lavorative”. In un quadro in cui, poi, “il sistema di
determinazione dei compensi”, basato su un algoritmo, resta
“completamente opaco”.

   
In più, anche sulla base delle norme di un recente decreto
del governo Meloni, il pm chiarisce che i rider impiegati
andrebbero qualificati come “lavoratori subordinati”, e non
autonomi, perché quando sul lavoratore ci sono “poteri di
direzione e controllo, opera la presunzione di subordinazione,
salva prova contraria”.

   

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