“L’utilizzo dei fondi di coesione è una risposta vaga e inefficace. Quei fondi sono già allocati e probabilmente già impegnati. Distoglierli per dedicarli ad altro non mi sembra proprio un colpo di genio, tra l’altro non credo sia tecnicamente possibile”. Lo ha detto Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, intervenuto a “Next Economy” condotto da Manuela Donghi su Giornale Radio.
“Sicuramente servirebbero più risorse perché avremo probabilmente anche un aumento dei tassi di interesse e quindi un’azione di supporto anticiclica sarebbe abbastanza necessaria”, ha aggiunto.
Sul rischio inflazione nell’Eurozona, Fontana ha spiegato: “Direi proprio di sì, si fa presto ad arrivare al 6% in questo contesto. Siamo già oltre il 3% e l’aumento dei prezzi energetici si sta già trasferendo sugli altri beni”.
Secondo il direttore del Centro Studi Confindustria, “l’inflazione riduce il potere d’acquisto delle famiglie e spinge l’intervento della Bce. I mercati già si attendono rialzi dei tassi e questo aumenta il costo del capitale, sfavorendo gli investimenti delle imprese”.
Fontana ha poi indicato tra le priorità il tema della competitività: “Abbiamo prezzi dell’energia più alti che nel resto d’Europa e una proliferazione legislativa che accresce gli oneri per le imprese”.
“Bisogna intervenire sulla burocrazia, sul mercato unico e sugli strumenti strutturali per affrontare le crisi energetiche. Lo diciamo da parecchio tempo, ma queste cose cambiano con relativa difficoltà”, ha sottolineato.
Infine, un passaggio sul clima economico generale: “La speranza è sempre l’ultima a morire, però le condizioni di partenza non sono sicuramente favorevoli”.
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