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Oggi, sabato 28 marzo – san Sisto papa – il sole sorge a Roma alle 5,57 e tramonta alle 18,28. A Milano sorge, invece, alle 6,10 e tramonta alle 18,44.
Tra i fatti del passato avvenuti nella giornata di oggi, ricordiamo che, nel 1776, in Russia viene fondato il Teatro Bolscioi di Mosca.
Termina la Guerra civile spagnola, con il “generalissimo”, Francisco Franco, che conquista Madrid.
Nel Porto di Napoli, scoppia un incendio sulla nave Caterina Costa carica di esplosivi. Nel disastro, muoiono 600 persone.
La Cina reprime la rivolta popolare tibetana – iniziata il 10 marzo – e scioglie il governo del Tibet, assumendo il totale controllo del paese. Il Dalai Lama è costretto alla fuga in esilio in India.
Nasce ad Urbino, in questo giorno del 1483, Raffaello Sanzio, straordinario artista del Cinquecento che, con Leonardo e Michelangelo, rappresenta la triade dei grandi maestri del Rinascimento italiano.
Figlio del pittore Giovanni Santi, Raffaello si forma inizialmente presso la bottega del Perugino. Ed è proprio al periodo umbro che si devono alcune delle sue prime opere più conosciute: su tutte, la “Crocifissione Gavari” (esposta alla National Gallery di Londra) e lo “Sposalizio della Vergine” (oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano).
Successivamente, tra il 1504 ed il 1508, Raffaello soggiorna a Firenze, dove incontra sia Leonardo, che Michelangelo, i quali influenzeranno il suo stile, orientandolo verso la rappresentazione del bello ideale, oltre i limiti della Natura stessa. Una caratteristica pittorica che emergerà, in particolare, dalla serie di Madonne: specialmente quella del “Cardellino”.
Successivamente, nel 1508, il grande artista si trasferisce a Roma, iniziando il periodo esistenziale che ne segnerà la maturità, realizzando capolavori immortali come gli affreschi della “Stanza della Segnatura”, come la “La Scuola di Atene” o le “Stanze Vaticane”. Chiamato poi, dopo la morte di Bramante, a dirigere i lavori della basilica di San Pietro, progetterà, tra gli altri, la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, Palazzo Jacopo da Brescia e Palazzo Alberini.
Sarà, infine, la “Trasfigurazione” a condensare la summa poetica e artistica del Maestro urbinate, che però morirà a Roma, il 6 aprile del 1520, senza riuscire a completarla.
Scritto da: Ferruccio Bovio
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