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A Belgrado il Pride celebra 25 anni, e ritorna alle origini

today5 Settembre, 2026

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L’orgoglio Lgbtq+ a Belgrado
compie 25 anni, e da quel primo tentativo del 30 giugno del
2001, finito male, sopraffatto dalla brutale violenza di
nazionalisti e hooligan, tanto che fu soprannominato ‘Kravi
Pride’, o ‘Pride del sangue’, oggi il Pride 25 ha raccolto lo
stesso slogan “Ima meta za sve nas” (‘C’è posto per tutti noi’).

   
A rimarcare come, sebbene oggi la manifestazione sia
autorizzata, protetta e ben partecipata, le richieste della
comunità Lgbtq+, dalle unioni civili al riconoscimento dei
generi, siano ancora senza risposta. Con partenza e arrivo al
Parco Manjež e passaggi davanti al palazzo del governo e in
vista del Parlamento, protetto da cordoni di polizia in alcuni
punti critici, il corteo è sfilato pacificamente e festosamente
pet le vie del centro, aperto da uno striscione a sfumature
arcobaleno con lo slogan e la presenza della ‘madrina’ di
quest’anno, la giornalista dell’emittente d’opposizione N1
Danica Vučenić. Parlando davanti alla sede del governo, nel
viale Knez Miloš, la madrina ha detto che “il Pride si svolge in
un periodo di glorificazione della violenza, di gravi violazioni
dei diritti umani, nell’anniversario della brutalità della
polizia nel campus dell’Università di Novi Sad, in un clima di
molteplici attacchi contro la popolazione Lgbt, senza che venga
soddisfatta nessuna delle otto richieste della comunità”.

   
Non lontano, davanti al sagrato della chiesa dell’Ascensione,
la contestazione di alcuni religiosi e laici che brandivano
crocefissi e icone e la comparsa anche un’immagine di Ratko
Mladić e protestavano contro i manifestanti. Il corteo alla fine
è tornato al Parco Manjez, dove si sta svolgendo un concerto.

   

   

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