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A giugno 623mila posti previsti dalle imprese, 1,5 milioni entro agosto

today10 Giugno, 2026

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Sono quasi 623mila le entrate
programmate dalle imprese nel mese di giugno, mentre nel periodo
giugno‑agosto il fabbisogno complessivo raggiunge 1,5 milioni di
contratti. Rispetto allo stesso mese del 2025 si registra una
flessione di circa 15mila unità (-2,3%), mentre nel trimestre la
riduzione è pari a circa quasi 42mila entrate (-2,6%). Si
consolida invece la domanda di giovani: 190mila le entrate
destinate agli under 30. A delineare lo scenario è il Bollettino
del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e
ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che elabora le
previsioni occupazionali per il mese di giugno.

   
In particolare, il settore industriale programma 134mila
entrate nel mese e 349mila nel trimestre giugno‑agosto.

   
All’interno dell’industria, il manifatturiero continua a
rappresentare la componente principale della domanda, con
opportunità concentrate nei comparti della meccanica ed
elettronica (19mila nel mese e 49mila nel trimestre), della
metallurgia (14mila e 36 mila), dell’alimentare (16mila e
58mila) e del tessile‑abbigliamento e calzature (8mila e
17mila). Le costruzioni prevedono quasi 51mila ingressi nel mese
e 127mila nel trimestre.

   
Il settore dei servizi programma 445mila entrate a giugno e
oltre 1 milione nel trimestre. Soprattutto la filiera dei
servizi di alloggio e ristorazione e dei servizi turistici
concentra 173mila ingressi nel mese e 390mila nel trimestre,
confermando un peso rilevante nel sistema occupazionale. Seguono
il commercio con 78mila e 199 mila ingressi e i servizi alle
persone, che programmano 74mila entrate nel mese e 178mila nel
trimestre. Il settore primario programma 44mila entrate a giugno
e 119mila nel trimestre. A trainare è l’agricoltura: nel
comparto delle coltivazioni ad albero si prevedono 19mila
entrate nel mese e 51mila nel trimestre, mentre nelle
coltivazioni di campo se ne prevedono 13mila nel mese e 36mila
nel trimestre.

   
Dal punto di vista contrattuale, il mercato del lavoro
continua a essere caratterizzato da una netta prevalenza dei
rapporti a termine: i contratti a tempo determinato
rappresentano il 65,9% delle entrate programmate, mentre quelli
a tempo indeterminato si attestano al 14%.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

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