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today18 Luglio, 2026

Il ministro israeliano per la
Protezione dell’Ambiente, Idit Silman, ha riclassificato i
coccodrilli, passandoli dalla categoria di animali selvatici a
quella di “fauna selvatica allevata in cattività”. Una decisione
che apre la strada all’impiego di questi rettili per finalità di
sicurezza, incluso il contrasto alle evasioni dalle carceri. E
viene incontro al ministro della Sicurezza Nazionale di estrema
destra, Itamar Ben Gvir, che propone di circondare con
coccodrilli le carceri destinato a detenuti palestinesi,
ispirandosi al centro di detenzione per immigrati della Florida
noto come “Alligator Alcatraz”.
“State pensando di tentare la fuga? Ripensateci”, ha scritto
Ben Gvir in un post su Facebook, accompagnato da un’immagine
generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva con un
coccodrillo al guinzaglio. La didascalia recitava: “I ministri
Ben Gvir e Silman collaborano per circondare le prigioni con i
coccodrilli!”. L’emittente israeliana Channel 13 ha riferito che
l’Autorità per la Natura e i Parchi di Israele si era opposta
alla proposta: la riclassificazione infatti trasferisce la
supervisione degli animali dall’Autorità a un “ente di
sicurezza”. E il servizio penitenziario israeliano, diretto
dallo stesso Ben Gvir, rientra in questa categoria.
Il regolamento, entrato in vigore mercoledì, stabilisce che i
coccodrilli del Nilo possono essere allevati a condizione che
“siano detenuti da un ente di sicurezza… secondo modalità
stabilite dal direttore (dell’Autorità per la Natura e i Parchi)
per impedirne il rilascio in natura, e previo accertamento da
parte del ministro per la Protezione dell’Ambiente della
necessità del loro possesso per fini di sicurezza”.
I media israeliani hanno riferito che Ben Gvir intende
dislocare coccodrilli attorno alla prigione di Ketziot, nel sud
di Israele, dove sono detenuti numerosi militanti di Hamas
catturati dopo l’attacco del gruppo contro Israele del 7 ottobre
2023, evento che ha scatenato il conflitto a Gaza, in corso da
oltre due anni. Channel 13 ha inoltre reso noto che, quando Ben
Gvir avanzò la proposta l’anno scorso, questa fu inizialmente
“accolta con derisione da diversi funzionari” del servizio
penitenziario israeliano.
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