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today29 Maggio, 2026

“Significativi avanzamenti sulle
riforme” e sul fronte delle opere pubbliche, dove il PNRR
“continua ad avanzare senza ulteriori rallentamenti, ma senza
recuperare i ritardi già accumulati”. Così la Corte dei Conti
nella sua relazione su Relazione semestrale con cui si riferisce
al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr. “Sono tutti
conseguiti i 50 obiettivi europei in scadenza nel secondo
semestre 2025, con un tasso di avanzamento complessivo del 72%,
in aumento di 8 punti rispetto al semestre precedente”, rileva
la Corte. Il grado di completamento resta più elevato per le
milestone (87%) rispetto ai target (56%). Le riforme raggiungono
l’85%, gli investimenti il 67%. Resta rilevante la quota di
spesa destinata a slittare oltre il 2026: secondo le prime stime
delle amministrazioni si tratta di circa 24,2 miliardi riferiti
a 66 misure, pari a poco meno del 40% della dotazione delle
misure interessate.
Sul fronte delle riforme, tra i risultati di maggiore rilievo
figurano, per la pubblica amministrazione, la riforma del public
procurement, con una riduzione del 26,5% dei tempi medi tra la
ricezione delle offerte e la firma del contratto, oltre gli
obiettivi fissati, e gli adempimenti previsti per la riforma sui
tempi di pagamento delle amministrazioni pubbliche e delle
autorità sanitarie. Sono state anche conseguite la riduzione
media del 10,9% della propensione all’evasione nel biennio
2022-2023 rispetto al 2019, la digitalizzazione dell’intero
flusso del procedimento penale di primo grado e l’entrata in
vigore della legge annuale per il mercato e la concorrenza.
Ulteriori progressi hanno riguardato i settori ambiente, lavoro,
formazione e istruzione. Sul versante degli investimenti sono 34
gli obiettivi raggiunti, soprattutto nel campo della
trasformazione digitale. Avanzamenti si registrano poi nella
giustizia amministrativa, con la riduzione dell’arretrato oltre
i target fissati (84,9% nei TAR e 87,2% nel Consiglio di Stato),
nonché nelle misure a sostegno delle imprese, dalla proprietà
industriale all’imprenditoria femminile, dagli accordi per
l’innovazione agli interventi nei comparti agricolo e turistico.
Proseguono inoltre gli interventi realizzativi legati
all’efficienza energetica e alla valorizzazione del patrimonio
pubblico e culturale. Per l’ecobonus, a fine ottobre 2025
risultavano registrati nella banca dati ENEA 501.348 interventi,
per un valore complessivo di circa 122,8 miliardi. Ulteriori
avanzamenti hanno riguardato lavoro, formazione e sanità, con
progressi nei Centri per l’impiego, negli alloggi per studenti,
nella didattica digitale, nella digitalizzazione degli ospedali,
nel Fascicolo sanitario elettronico e nella formazione medica
specialistica.
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Scritto da: Redazione
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