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Dalla Chiesa, il ddl caccia va corretto, in FI tanti condividono la mia battaglia

today3 Luglio, 2026

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“Il disegno di legge sulla caccia
così com’è non va assolutamente bene, non capisco che senso
abbia allargare le maglie per consentire l’attività venatoria in
più aree e per più tempo, anziché restringerle. Io porterò
avanti la mia battaglia che è in difesa degli animali, non solo
di affezione, ma dentro Forza Italia siamo in tanti a pensarla
così. Del resto Silvio Berlusconi amava moltissimo gli animali,
si è battuto contro il randagismo e l’abbandono, le sue case
erano piene di animali. Non si può pensare che il partito non
tenga conto di quelle battaglie. Io sono convinta che la legge
vada corretta e che servano emendamenti”. A dirlo è Rita Dalla
Chiesa, deputata azzurra e responsabile del dipartimento
Benessere animale di FI, decisa a sostenere il “no assoluto” al
disegno di legge approvato al Senato il 23 giugno e ora passato
alla Camera.

   
Il provvedimento, che riforma la legge sulla caccia del 1992,
ha avuto una lunga genesi e aumenta, tra l’altro, il numero di
animali cacciabili o catturabili e le aree di caccia consentite.

   
A opporsi, un ampio fronte di associazioni ambientaliste e
animaliste, che hanno denunciato i rischi per la sicurezza
pubblica e la tutela della fauna selvatica, a cui si sono
aggiunte le opposizioni in Parlamento. A difesa della legge, il
centrodestra – spinto soprattutto da FdI – che evidenzia invece
i rischi che vengono dalla presenza di alcuni animali selvatici
come gli ungulati, spesso causa di incidenti stradali e di danni
agli allevamenti. Adesso nel passaggio alla Camera sono emerse
più chiaramente critiche e perplessità all’interno di FI, anche
se i tempi per la discussione in commissione e poi in aula si
prevedono lunghi (a maggior ragione in caso di modifiche alla
Camera, che poi richiederebbero la terza lettura a ridosso di
fine legislatura) e comunque – secondo quanto si apprende – i
vertici del partito lasceranno libertà di coscienza al momento
del voto. “Mi rendo conto che c’è anche un problema con gli
agricoltori – continua Dalla Chiesa – che non possono vedere
vanificato il loro lavoro se messo in pericolo dagli animali, ma
credo si possano trovare soluzioni senza toccare minimante gli
animali. Ci sono tanti strumenti per tenere lontani gli animali
dai campi senza necessariamente sparargli. Hanno tutto il
diritto di stare nel loro ambiente senza che arrivi qualcuno che
possa sparare in modo vigliacco e crudele”.

   

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