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Dalle megacostellazioni di satelliti il rischio di un far west tecnologico

today4 Agosto, 2026

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Evitare che lo spazio si trasformi in
un ‘far west’ tecnologico sotto il peso di milioni di satelliti:
un pericolo per l’economia, la scienza e l’ambiente. I rischi
dovuti alle megacostellazioni come quelle di Starlink, composte
da migliaia di satelliti, sono stati uno dei temi principali del
più importante congresso sulla ricerca spaziale, il Cospar in
corso a Firenze, dove imprese, scienziati e istituzioni si sono
sedute allo stesso tavolo per cercare soluzioni condivise.

   
“La cosa positiva è che inizia a emergere una certa
attenzione al tema ma mancano ancora gli strumenti legali, c’è
un buco legislativo a livello internazionale che deve essere
colmato”, ha detto all’ANSA Piero Benvenuti, direttore del
Centro per la protezione dei cieli bui e silenziosi
dall’interferenza delle costellazioni satellitari dell’Unione
Astronomica Internazionale. Un problema emerso quasi
improvvisamente in questi ultimi anni a partire da Starlink la
prima megacostellazione della storia, composta al momento da
circa 10mila satelliti e destinata a quadruplicare entro poco. E
ora stanno nascendo nuove megacostellaizoni: “le proiezioni ci
dicono che in pochi anni potremmo avere fino a 3 milioni di
satelliti”, ha aggiunto Benvenuti.

   
Satelliti pensati per fornire soprattutto servizi di
comunicazione internet ma che comportano vari effetti
indesiderati, anche gravi, su vari altri settori. A partire
dalla ricerca scientifica fino al rischio ambientale perché
quando i satelliti poi esauriscono la fase operativa bruciano
nell’alta atmosfera disperdendo materiali potenzialmente
pericolosi, tra cui molti metalli, il cui impatto sulla salute è
ancora poco compreso. A questo poi si aggiunge il
sovraffollamento: il rischio è che eventuali esplosioni, sempre
possibili, producano detriti che a loro volta distruggano altri
satelliti, un caos che renderebbe inservibili le orbite spaziali
oggi utilizzate.

   

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