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today4 Agosto, 2026
Nel luglio 2026, i piccoli
investitori privati russi – che rappresentano quasi il 90% del
mercato – hanno ritirato quasi 90 miliardi di rubli (circa 965
milioni di euro) dai fondi obbligazionari. Si tratta del
deflusso mensile più elevato in termini nominali dal 1998. E’
quanto emerge da un’analisi condotta dall’agenzia Rbk sulle
statistiche del portale InvestFunds. Contestualmente, tuttavia,
è cresciuto l’interesse per il mercato azionario, segno, secondo
gli esperti, del malcontento degli azionisti per i prezzi alti
delle obbligazioni in un contesto di costo elevato del denaro.
All’inizio di luglio, l’indice dei titoli di Stato alla Borsa
di Mosca (Rgbi) ha toccato i minimi annuali. A metà mese il
ministero delle Finanze russo ha sospeso le aste per la
collocazione di obbligazioni di prestito federale (Ofz). Nel
mercato delle obbligazioni societarie l’aumento dei tassi di
insolvenza ha indotto gli operatori a posticipare le proprie
emissioni. In definitiva, secondo gli esperti di Rbk, il ritiro
dai fondi obbligazionari è probabilmente stato innescato dalla
delusione degli investitori, che si aspettavano un taglio dei
tassi più rapido da parte della Banca Centrale.
Nel frattempo, al contrario, gli investimenti nei fondi
azionari sono cresciuti: per la prima volta da gennaio 2026 si è
registrato un afflusso netto di capitali (700 milioni di rubli),
nonostante l’indice della Borsa di Mosca fosse sceso per il
quinto mese consecutivo. Nello stesso periodo i cittadini russi
hanno aumentato i prelievi di denaro contante, oltre la consueta
crescita della domanda di liquidità tipica della stagione
estiva. Secondo i dati della Banca Centrale russa, elaborati
dall’agenzia Interfax, il volume di contante in circolazione dal
primo al 16 luglio 2026 è aumentato di 513 miliardi di rubli,
ovvero del 7% rispetto alla media mensile del secondo trimestre,
pari a 479,4 miliardi di rubli secondo i dati pubblicati sul
sito web. Ciò significa che la domanda di contante è raddoppiata
all’inizio di luglio rispetto al periodo precedente.
La Banca Centrale ha attribuito il sensibile aumento della
domanda di contante, registrato fin dall’inizio del 2026, alle
interruzioni di internet mobile, che complicano i pagamenti
online e all’adeguamento alle nuove norme fiscali, oltre che al
fisiologico aumento nel periodo delle vacanze estive. Tuttavia,
dati di Sberindex indicano che i consumi sono rimasti pressochè
invariati, a fronte di una accresciuta domanda di liquidità, che
potrebbe essere diretta all’acquisto di valuta straniera, per
una successiva esportazione di capitali.
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