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Intesa tra imprese sulla rappresentanza, patto antidumping per contratti e ai tavoli

today10 Luglio, 2026

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Le associazioni delle imprese, da
industriali, banche e assicurazioni a pmi, coop, artigiani e
commercio hanno aderito all’intesa, raggiunta martedì dopo una
lunga riunione a un tavolo tecnico, “sulla misurazione della
rappresentanza datoriale”. Il documento – che l’ANSA ha
visionato – prevede criteri qualitativi e quantitativi,
condivisi, sia per “una corretta perimetrazione dei campi di
applicazione contrattuale, quale presupposto per individuare il
contratto collettivo di riferimento sulla base del peso
rappresentativo dei soggetti firmatari”, sia – e viene indicata
come “necessaria” – per “una selezione più trasparente e
rigorosa delle parti sociali anche ai fini istituzionali, ossia
per la partecipazione ai tavoli di confronto, consultazione e
interlocuzione con le istituzioni e con gli altri enti
competenti”, come al tavolo con governo o ministeri.

   
Dopo il decreto Primo Maggio, sulla strada tracciata per “una
contrattazione di qualità”, come piattaforma condivisa l’accordo
individua anche il contratto da assumere come riferimento per la
determinazione del ‘salario giusto’, ancorato al dato del Tec,
il trattamento economico complessivo: la posizione è che non sia
necessariamente erga omnes, che anche un contratto che
garantisca un trattamento economico e normativo equivalente dia
il diritto di accedere a tutti benefici di legge.

   
Con il sì degli artigiani rientra il rischio di una
spaccatura tra associazioni di imprese, che si è voluta evitare
pur mantenendo dei distinguo dopo la forte divisione emersa
alla riunione di martedì scorso.

   

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