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Radio Italia Network
today4 Maggio, 2026

Nel corso del 2025, quando “gli Stati
Uniti, principale mercato dell’export europeo, si sono
circondati con un muro di dazi minacciando la crescita e
rendendo incerte le prospettive d’inflazione”, in Europa
“l’apprezzamento dell’euro ha attutito le pressioni
inflazionistiche legate ai prezzi all’import”.
L’osservazione arriva dalla presidente della Bce Christine
Lagarde, nell’introduzione al rapporto annuale 2025. Nel testo,
Lagarde aggiunge che la drastica stretta monetaria (450 punti
base) attuata fra il 2022 e il 2023 e poi riassorbita a partire
dal 2024 “ha funzionato” facendo scendere l’inflazione su
livelli attesi in linea con l’obiettivo del 2%.
Superate le turbolenze create dal ‘Liberation Day’ di un anno
fa – scrive Lagarde – la Bce ha potuto continuare a tagliare
fino al 2% raggiunto nel giugno 2025 e “l’economia dell’area
euro, nel frattempo, ha mostrato una sorprendente resilienza a
un ambiente globale sfidante” grazie a “un vero rafforzamento
della domanda interna che ha più che compensato lo shock
esterno” grazie in particolare agli investimenti.
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Scritto da: Redazione
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