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Lavoratori preoccupati per l’IA, 4 su 10 temono di essere sostituiti

today30 Aprile, 2026

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Il 42% dei lavoratori italiani
afferma di sentirsi sostituibile dalle macchine o
dall’intelligenza artificiale.

   
È quanto emerge dal report FragilItalia “Lavoro”, che
analizza percezioni, aspettative e criticità legate al lavoro
nel nostro Paese, realizzato da Area Studi Legacoop in
collaborazione con Ipsos, in base ai risultati di un sondaggio
condotto su un campione rappresentativo della popolazione
italiana.

   
Dal report, realizzato in vista del Primo Maggio, emerge più
in generale che da un lato, il livello di soddisfazione
complessiva resta elevato: l’81% degli occupati si dichiara
soddisfatto in generale del proprio lavoro. Il 49% descriverebbe
il proprio lavoro come impegnativo, il 31% dinamico, il 26%
stressante. Tuttavia, questa soddisfazione complessiva convive
con segnali evidenti di disagio e fragilità.

   
Uno degli elementi più rilevanti riguarda appunto il senso di
sostituibilità: il 42% degli intervistati afferma di sentirsi
sostituibile da macchine o dall’intelligenza artificiale (il 13%
costantemente, il 29% spesso). Una percezione che evidenzia un
crescente senso di precarietà, non necessariamente legato alla
perdita immediata del lavoro, ma piuttosto alla sua
trasformazione.

   
Parallelamente, emerge una diffusa difficoltà nel trovare
senso nel proprio impiego: il 33% dichiara di avvertire almeno
occasionalmente che il proprio lavoro manca di significato o
scopo, mentre il 16% vive questa sensazione frequentemente. Un
dato che si rispecchia anche nella percezione, espressa dal 28%
degli intervistati, di sentirsi per nulla o poco coinvolto nelle
decisioni che riguardano la propria attività.

   
“Il rapporto tra persone e lavoro – spiega Simone Gamberini,
presidente di Legacoop – sta attraversando una fase di profonda
trasformazione. Il lavoro continua a essere centrale, ma non
basta più da solo a garantire realizzazione e benessere.

   
Colpisce la sensazione di sostituibilità e il bisogno crescente
di partecipazione: le persone chiedono di essere coinvolte,
riconosciute e valorizzate. Il modello cooperativo può offrire
una risposta concreta, perché mette al centro le persone e il
lavoro, la qualità delle relazioni e la condivisione delle
decisioni”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Scritto da: Redazione

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