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L’ombra di mega spese legali per Harry e altri vip dopo causa perduta col Mail

today29 Luglio, 2026

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Si concretizza l’ombra di un
potenziale pagamento di spese milionarie per il principe ribelle
Harry, secondogenito di re Carlo III e della defunta lady Diana,
dopo la causa legale perduta – assieme ad altri sei vip – contro
l’editore del Daily Mail: tabloid della destra populista
britannica accusato dai denuncianti di aver violato per anni la
loro privacy ricorrendo anche a presunte intercettazioni o altri
metodi illegali.

   
L’azione giudiziaria, conclusasi nelle settimane scorse con
una sentenza dinanzi all’Alta Corte di Londra nella quale il
Mail è stato scagionato per insufficienza di prove, comporta per
le parti sconfitte il pagamento delle spese legali. Spese che
gli avvocati della società editrice del tabloid Associated
Newspapers Limited (Anl) avevano già indicato a livelli
elevatissimi di decine di milioni di sterline dopo l’epilogo del
processo. E che oggi hanno formalizzato con una richiesta di
rimborso complessivo da 34,5 milioni di sterline, oltre 40
milioni di euro.

   
La cifra dovrebbe essere suddivisa per il numero dei
denuncianti: sette in totale, fra cui Harry, la popstar Elton
John, suo marito o ancora Doreen Lawrence, membro laburista
della Camera dei Lord, madre di un ragazzo nero ucciso in un
attacco razzista a Londra nel 1993 e simbolo dell’attivismo
contro il razzismo nel Regno Unito. A quanto risulta ai media,
il duca di Sussex e gli altri hanno sottoscritto in solido prima
di far causa un’assicurazione che li copre fino a 16,2 milioni
di sterline: pertanto, se la giustizia accogliesse l’istanza del
Mail, dovrebbero dividersi di tasca loro ulteriori 18,3 milioni.

   
La decisione sulla congruità della richiesta – accompagnata
dalla pretesa di un versamento immediato di quasi un quarto del
totale – spetta comunque a un giudizio ad hoc del tribunale,
atteso prossimamente. L’entità della somma, fuori misura
rispetto al solito, è stata intanto difesa dai legali dell’Anl,
secondo i quali la causa intentata da Harry e dalle altre
personalità “non ha avuto nulla di ordinario o di ragionevole”;
ma sarebbe stata il culmine di una crociata giudiziaria più
ampia volta di fatto a distruggere il Mail. Senza contare la
complessità del caso, la durata prolungata e “il diluvio di
pubblicità negativa” riversatasi a loro dire – a prescindere
dall’esito del procedimento – sulla “reputazione” della testata
e dei suoi giornalisti.

   

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