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Mattarella ha firmato tre grazie, c’è anche il gioielliere Guido Gianni

today7 Ottobre, 2026

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Il Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’art. 87
comma 11 della Costituzione – tre decreti di grazia, in ordine
ai quali il Ministro della Giustizia a conclusione della
prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole. Lo si
legge sul sito del Quirinale.

   
Il primo decreto di clemenza individuale è stato adottato
in favore di A. A., nato nel 1972, condannato alla pena
complessiva di anni sette di reclusione per delitti in materia
di stupefacenti e altro. Nel concedere la grazia per la pena
residua da espiare (anni cinque, mesi cinque e giorni dieci) il
Presidente della Repubblica ha tenuto conto dei pareri
favorevoli di entrambe le Autorità giudiziarie competenti e
delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del
condannato, in ragione delle quali è stato, da tempo, disposto
il differimento dell’esecuzione della pena.

   
Gli altri due decreti di grazia – si legge sempre sul sito
– hanno riguardato Guido Gianni, nato nel 1960, condannato alla
pena di anni dodici e mesi quattro di reclusione per i delitti
di duplice omicidio e tentato omicidio, commessi nel 2008,
nell’ambito di un tentativo di rapina di cui è stato vittima
all’interno della propria gioielleria. Il Capo dello Stato ha
concesso la grazia parziale, che ha estinto anni tre e mesi due
di reclusione, tenendo presente il parere favorevole formulato
dal magistrato di sorveglianza ed in considerazione del periodo
di pena già espiata (cinque anni e tre mesi). Per effetto del
provvedimento di grazia parziale, l’interessato dovrà espiare un
residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, tale quindi
da consentire al competente Tribunale di sorveglianza
l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova
al servizio sociale (art. 47 dell’ordinamento penitenziario).

   
G. B., nato nel 1981, condannato alla pena di anni dieci
di reclusione per delitti in materia di stupefacenti, commessi
tra il 2002 e il 2009. Nel concedere la grazia parziale – che ha
estinto un anno e nove mesi della pena detentiva ancora da
espiare – il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere
favorevole del magistrato di sorveglianza, nel quale si è dato
atto del mutamento di vita del condannato, che ha già avviato e
consolidato un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e
familiare, e delle condizioni di salute di una sua figlia
minore. Anche in questo caso, a seguito dell’atto di clemenza la
pena residua da espiare rientra nel limite che consente
l’eventuale concessione della misura alternativa
dell’affidamento in prova.

   

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